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Theodore John Kaczynski, a.k.a. UNABOMBER PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Pavan   
Martedì 26 Luglio 2011 18:12

Theodore John Kaczynski, noto anche come Unabomber (Chicago, 22 maggio 1942), è un famoso criminale condannato per aver inviato pacchi postali esplosivi a numerose persone, durante un periodo di quasi diciotto anni, provocando tre morti e 23 feriti.

Giustificò i suoi atti come tentativi di combattere contro quelli che lui considerava i pericoli del progresso tecnologico.

 

Prima di identificarlo, l'FBI utilizzava il nome in codice UNABOM (da University and Airline Bomber). I mass media cominciarono a diffondere varianti del nome, tra cui Unabomer e Unabomber.

 

Kaczynski nacque nello stato dell'Illinois da Theodore Richard Kaczynski e Wanda Dombek, entrambi figli di immigrati polacchi. Dai 6 ai 10 anni, Kaczynski frequentò la Sherman Elementary School a Chicago. Dai 10 ai 14 invece studiò alla Evergreen Park Central.Un test che svolse all'età di 11 anni determinò che il suo quoziente intellettivo era di 167, e grazie a questo risultato gli venne permesso di saltare all'anno successivo. Kaczynski descrisse tutto questo come un evento chiave della sua vita. Non si trovava bene con i bambini più grandi ed era vittima di bullismo e offese. Da bambino, Kaczynski aveva paura delle persone e degli edifici, e non interagiva direttamente con gli altri bambini.

 

Frequentò il liceo all'Evergreen Park Community High School. Kaczynski si dimostrò molto preparato, ma trovava il programma di matematica troppo semplice, e fu successivamente spostato in una classe di matematica di livello più avanzato. Kaczynski imparò presto, e terminò il liceo con due anni di anticipo. Fu incoraggiato ad iscriversi ad Hrvard a soli 16 anni. Ad Harvard, Kaczynski frequentò le lezioni tenute da Willard Quine, risultando il migliore del suo corso con una valutazione pari al 98.9%.

Kaczynski si laureò ad Harvard nel 1962 e successivamente frequentò l?Università del Michigan, dove ottenne un master e il dottorato in matematica, terminando con una tesi a dir poco geniale. Kaczynski divenne un assistente professore di matematica alla Berkeley nel 1967. Questo impiego durò molto poco; Kaczynski si dimise dall'incarico senza spiegazioni due anni dopo, a 26 anni.

Nell'estate del 1969, Kaczynski si trasferì nella piccola casa dei genitori a Lombard (Illinois). Due anni dopo, si trasferì in una capanna a Lincoln, nello stato del Montana, dove viveva in modo essenziale con pochi soldi e senza elettricità ed acqua corrente, e si nutriva tramite la caccia. Kaczynski lavorava occasionalmente e riceveva supporto economico dalla sua famiglia che acquistò il terreno e, a loro insaputa, finanziava i suoi attentati.

La prima bomba fu spedita per posta verso la fine di maggio del 1978 al professor Buckley Crist della Northwestern University. Il pacco fu trovato in un parcheggio della University of Illinois a Chicago, con l'indirizzo di Crist al mittente. Il pacco venne "rimandato" a Crist, ma quando egli lo ricevette notò che quella non era la sua grafia. Insospettitosi, Crist contattò Terry Marker, un agente di polizia. Quando giunse al campus, Marker aprì il pacco, che esplose. Riportò delle ferite lievi, questo perché la bomba venne preparata in modo rudimentale. L'ordigno era stato fabbricato con piccoli pezzi di metallo che sarebbero provenuti da un'officina domestica. Il componente principale era un pezzo di un tubo di metallo, di circa 25 mm di diametro lungo 23 cm. L'ordigno conteneva polvere da sparo, e il tubo era sigillato da pezzi di legno. La maggior parte delle bombe costruite in quel modo sono solitamente chiuse da pezzi di metallo, comodamente acquistabili in un qualsiasi ferramenta. I pezzi di legno non hanno abbastanza resistenza per contenere una forte pressione all'interno del tubo, e questo causò la scarsa efficacia dell'ordigno. Il rudimentale detonatore consisteva in un chiodo messo in tensione con bande elastiche, che avrebbero dovuto poi incendiare sei micce, che avrebbero quindi fatto esplodere la polvere da sparo. Quando il detonatore colpì le micce, solo tre di esse presero fuoco. Una tecnica più efficace, effettivamente utilizzata successivamente dallo stesso Kaczynski, sarebbe stata quello di usare delle batterie e dei cavi elettrici.

 

L'attentato iniziale fu seguito da bombe inviate a comandanti aerei, e nel 1979 una bomba fu piazzata nella stiva del volo 444 della American Airlines, un Boeing 727 del volo Chicago-Washington, D.C. L'ordigno iniziò a emettere fumo, costringendo il pilota ad un atterraggio di emergenza. Molti passeggeri inalarono il fumo. Solo un timer difettoso impedì alla bomba di esplodere. Le autorità successivamente dichiararono che possedeva abbastanza potenza da distruggere l'aereo.

 

Dato che il piazzare bombe sugli aerei è un crimine federale negli USA, l'FBI venne coinvolta nel caso e creò il nome in codice UNABOM (UNiversity and Airline BOMber). Soprannominò anche lo sconosciuto attentatore "Junkyard Bomber" (dinamitardo della discarica) a causa del materiale scadente con cui erano costruite le bombe. Nel 1980, l'agente John Douglas che lavorava nell'unità analisi comportamentale dell' FBI elaborò un profilo psicologico del criminale, che descrisse come un uomo con intelligenza superiore alla media con connessioni all'ambiente accademico.

Un numero di telefono speciale (1-800-701-BOMB) fu organizzato dalla UNABOM Task Force per ricevere ogni chiamata relativa all'indagine, con una ricompensa da un milione di dollari per chiunque fornisse informazioni determinanti per la cattura di Unabomber.

 

Il primo ferimento di seria entità fu nel 1985, quando John Hauser, uno studente laureato e capitano dell'USAF, perse quattro dita e la vista da un occhio. Le bombe erano tutte fatte a mano e presentavano diversi elementi in legno. All'interno degli ordigni, alcune parti recavano la scritta "FC". In un certo momento si credeva che questa sigla significasse "Fuck Computers", ma più tardi l'attentatore dichiarò che significava "Freedom Club" (Club della Libertà). Il 38enne Hugh Scrutton, proprietario di un negozio di informatica, in California, fu ucciso da una bomba che si trovava nel suo parcheggio nel 1985. Un attacco simile ad un negozio di computer avvenne a Salt Lake City, Utah il 20 febbraio 1987, ferendo Gary Wright, che sarebbe in seguito diventato amico del fratello di Kaczynski.

Dopo una pausa durata sei anni, Kaczynski colpì di nuovo nel 1993, spedendo un pacco bomba a David Gelernter, un professore di informatica di Yale. Nonostante fosse stato ferito gravemente, si riprese in seguito. Negli stessi giorni un'altra bomba fu spedita allo scienziato Charles Epstein della Università della California a San Francisco, che perse diverse dita una volta aperto il pacco. Kaczynski chiamò in seguito il fratello di Gelernter, Joel Gelernter, minacciandolo con le parole "[y]ou are next" (tu sei il prossimo). Lo scienziato Phillip Sharp del MIT ricevette un'analoga lettera minatoria due anni più tardi. Kaczynski scrisse una lettera al The New York Times dichiarando che il suo "gruppo", denominato FC, era responsabile degli attacchi. Nel 1994, Thomas J. Mosser, che lavorava per la Burson-Masteller fu ucciso da un pacco bomba spedito alla sua casa nel New Jersey. In un'altra lettera indirizzata al The New York Times Kaczynski dichiarò che l'FC "ha fatto saltare in aria Thomas Mosser perché [...] la Burston-Marsteller ha aiutato la Exxon a ripulire la sua immagine dopo il disastro della Exxon Valdez" e, soprattutto, perché "il loro campo è lo sviluppo di tecniche per manipolare i comportamenti delle persone." Tutto questo fu seguito, nel 1995, dall'assassinio di Gilbert Murray, presidente della California Forestry Association, con un pacco indirizzato all'ex presidente William Dennison, che era andato in pensione.

In tutto, 16 ordigni—che ferirono 23 persone e ne uccisero tre—furono attribuiti a Kaczynski. Mentre i tipi di ordigno variarono molto nel corso degli anni, tutti tranne i primi contenevano la sigla "FC". Le impronte digitali ritrovate sulle bombe non corrispondevano a volte con quelle delle lettere attribuite a Kaczynski.

Nel 1995, Kaczynski spedì diverse lettere, alcune di queste alle sue vittime, dichiarando i suoi obiettivi e chiedendo che il suo documento scritto in 35000 parole La Società Industriale e il Suo Futuro (chiamato anche "Manifesto di Unabomber") fosse stampato inalterato da uno dei principali giornali o riviste; dichiarò che avrebbe quindi terminato i suoi attacchi terroristici. Ci furono grandi controversie se questo dovesse essere fatto. Un'altra lettera contenente minacce di altri attentati fu inviata, e il Dip.di giustizia americano ne raccomandò la pubblicazione al fine di evitare ulteriori minacce alla sicurezza. Il manifesto fu quindi pubblicato dal The New York Times e dal The Washington Post il 19 settembre 1995, con la speranza che qualcuno potesse riconoscere il tipo di scrittura. Prima della decisione del The New York Times di pubblicare il manifesto, il direttore di Penthouse si era offerto di pubblicarlo, ma Kaczynski replicò che, dal momento che Penthouse era meno "rispettabile" di altre pubblicazioni, si sarebbe "riservato il diritto di piazzare una (ed una soltanto) bomba con l'intenzione di uccidere, dopo la pubblicazione del nostro manoscritto."

 

Lungo tutto il manoscritto, redatto con una macchina da scrivere senza possibilità di corsivo, Kaczynski scrisse in maiuscolo diverse parole al fine di evidenziarne il significato. Si riferì a sé stesso come "noi" o "FC" (Freedom Club), nonostante sembrasse aver agito da solo. È stato anche evidenziato che la scrittura di Kaczynski, nonostante alcune parole composte non esistenti, è virtualmente priva di errori di grammatica o di ortografia, a dispetto dell'uso di una macchina da scrivere senza strumenti di correzione di nessun genere. La Società Industriale ed il Suo Futuro si apre con l'affermazione di Kaczynski che "la rivoluzione industriale e le sue conseguenze sono state disastrose per la razza umana." I primi paragrafi del testo sono dedicati all'analisi psicologica di diversi gruppi—principalmente persone di sinistra e scienziati—e alle conseguenze psicologiche per l'individuo nella vita vissuta all'interno del "sistema industrial-tecnologico". I paragrafi successivi sono dedicati alla futura evoluzione di tale sistema, sostenendo che avrebbe inevitabilmente portato alla fine della libertà umana, un incitamento alla "rivoluzione contro la tecnologia", e un tentativo di indicare come ciò dovesse essere compiuto.

Gli elementi che caratterizzano il suo pensiero e la critica radicale alla società sono due: il senso d’inferiorità della sinistra e la sovrasocializzazione. Per Kaczynski la "sinistra" è la corrente dei perdenti, poichè difende chi ha di meno, chi è emarginato, chi è sfruttato, cioè chi sta perdendo nei confronti della società. Egli ritiene che la sinistra non vuole abbattere le strutture che hanno causato determinate ingiustizie, ma pretende una “semplice” rivincita dei perdenti sui padroni rimanendo all'interno della stessa organizzazione statale. Per ottenere questa rivincita, la "sinistra" auspica la presenza invasiva dello Stato e così facendo, sostiene Kaczynski, si sovrassocializza l'individuo, cioè lo si vincola in maniera così totalizzante che questo non avrà più alcuna libertà. Ted Kaczynski sostiene quindi l'impossibilità di scendere a compromessi con la civiltà industriale. Egli ritiene che le specifiche lotte - ecologiste\animaliste\sociali - (lotta all’inquinamento, lotta per le rivendicazioni sindacali ecc.), seppur lodevoli, non intaccano in alcun modo il sistema industriale, per questo sostiene che, se si vuol ditruggere la civiltà moderna, sia necessario colpire i suoi gangli vitali: per es. il sistema delle telecomunicazioni, il sistema dell’energia elettrica, gli apparati dell’istruzione scientifica ecc.

Negli ultimi paragrafi del Manifesto, Kaczynski definisce con attenzione ciò che lui definisce libertà e spiega che "sarà difficile oltre ogni immaginazione [...] riformare il sistema industriale in modo tale da impedirgli di ridurre progressivamente la nostra sfera di libertà". Afferma anche che "nonostante tutti i suoi miglioramenti a livello tecnico riguardo al comportamento umano il sistema non ha attualmente raggiunto un successo significativo nel controllare gli esseri umani" e prevede che "se il sistema riesce ad acquisire controllo sufficiente sul comportamento umano abbastanza in fretta, probabilmente sopravviverà. In caso contrario, collasserà" e che "la questione sarà probabilmente risolta entro le prossime decadi, diciamo fra 40-100 anni. Sostiene che la rivoluzione, diversamente dalla riforma, è possibile, e chiede ai lettori che condividono le sue idee di iniziare tale rivoluzione utilizzando due strategie: "aumentare gli stress sociali all'interno del sistema in modo tale da aumentare le possibilità che esso collassi" e a "sviluppare e diffondere un'ideologia che si opponga alla tecnologia". Fornisce inoltre varie raccomandazioni di natura strategica, compresi l'evitare di assumersi un qualsiasi potere politico, evitare ogni collaborazione con la sinistra, e sostenere accordi di libero mercato con lo scopo di unificare l'economia mondiale in un tutt'uno più fragile.

 

Prima della pubblicazione del manifesto, il fratello di Theodore Kaczynski, David Kaczynski, era stato spinto da sua moglie a sospettare che suo fratello fosse Unabomber. É David era inizialmente riluttante, ma a poco a poco iniziò a prendere più sul serio questa possibilità dopo aver letto il manifesto una settimana dopo la sua pubblicazione, nel settembre del 1995. David cercò tra i vecchi documenti di famiglia e trovò lettere risalenti agli anni '70 scritte dal fratello e inviate a vari quotidiani che contenevano proteste contro gli abusi della tecnologia e che contenevano espressioni simili a quelle usate nel manifesto di Unabomber.

Prima della pubblicazione di "La Società Industriale ed il Suo Futuro", l'FBI tenne numerose conferenze stampa per richiedere l'aiuto del pubblico per l'identificazione di Unabomber. Erano convinti che l'attentatore risiedesse nell'area di Chicago (dove aveva iniziato i suoi attacchi). Queste informazioni geografiche, così come le parole simili a quelle contenute del manifesto prima che esso fosse stato pubblicato furono ciò che persuasero la moglie di David Kaczynski, Linda, a chiedere a suo marito di leggere il manifesto.

Dopo la pubblicazione del manifesto, l'FBI ricevette più di mille telefonate al giorno per mesi per l'offerta di un milione di dollari riservata a chi avesse fornito informazioni relative all'identità di Unambomber. C'era anche un gran numero di lettere spedite alla UNABOM Task Force che dicevano di essere di Unabomber. Mentre l'FBI era occupata con altre piste, David Kaczynski inizialmente assunse l'investigatrice privata Susan Swanson di Chicago per investigare discretamente sulle attività del fratello Ted. I fratelli Kaczynski si erano separati nel 1990, e David non aveva visto Ted per dieci anni. David successivamente assunse il funzionario Tony Bisceglie, di Washington, D.C. per organizzare le prove raccolte dalla Swanson e contattare l'FBI, data la difficoltà nel catturare l'attenzione dell'FBI stessa durante l'indagine. All'inizio del 1996, l'ex negoziatore dell'FBI Clinton R. Van Zandt fu contattato da Tony Bisceglie. Bisceglie chiese a Van Zandt di confrontare il manifesto con le lettere che David aveva ricevuto da suo fratello. L'analisi effettuata da Van Zandt determinò che c'era una possibilità del 50% che la stessa persona che aveva scritto le lettere fosse la stessa che aveva redatto il manifesto, allora in circolo da circa sei mesi. Si raccomandò inoltre che il cliente di Bisceglie (David Kaczynski) si mettesse in contatto con l'FBI. Nel febbraio del 1996, Bisceglie consegnò all'FBI una copia del saggio scritto nel 1971 da Ted Kaczynski. Alla base della UNABOM Task Force a San Francisco, l'Agente Supervisore Joel Moss riconobbe immediatamente le somiglianze tra il manifesto ed il saggio. David tentò di rimanere anonimo ma fu identificato comunque, ed entro pochi giorni una squadra dell'FBI fu inviata ad intervistare David e sua moglie insieme a Bisceglie a Washington, D.C. In questo incontro e durante i seguenti, David procurò le lettere scritte da suo fratello nei loro involucri originali, così la stampa della data sul francobollo permise una miglior ricostruzione della cronologia delle attività di Ted Kaczynski da parte della Task Force.

Theodore Kaczynski fu arrestato il 3 aprile 1996 nella sua capanna isolata fuori Lincoln, nel Montana. Fu trovato in uno stato molto trascurato. Tra le prove trovate nella capanna vi erano una bomba e gli originali del manifesto. Unabomber è stato l'obiettivo di una delle indagini più onerose nella storia dell'FBI.

I paragrafi 204 e 205 dell'Affidavit dell'FBI su Kaczynski dicevano che gli "esperti" —molti di loro professori interpellati dall'FBI— credevano che il manifesto fosse stato scritto da "un'altra persona, non Theodore Kaczynski".Come scritto nell'Affidavit, solo poche persone credevano che Kaczynski fosse Unabomber prima del ritrovamento di svariate prove della capanna di Kaczynski.

David aveva ammirato ed emulato suo fratello maggiore, ma successivamente aveva deciso di abbandonare lo stile di vita essenziale in cui vivevano. Aveva ricevuto garanzie di anonimità dall'FBI e che suo fratello non avrebbe saputo del suo voltafaccia, ma la sua identità trapelò da CBS. David donò i soldi della ricompensa alle famiglie delle vittime di suo fratello.

 

Nel gennaio del 1995, Milt Jones, uno studente d'inglese della Brigham Young University notò che il romanzo di J.Conrad "l'agente segreto" riportava una storia di attentati a professori. Dopo l'arresto di Kaczynski fu scoperto che, come il personaggio del libro chiamato "Il Professore", Kaczynski aveva abbandonato la vita da professore per vivere nella natura. Gli investigatori vennero poi a sapere che Kaczynski era cresciuto con una copia di questo libro in casa sua, e ammise durante gli interrogatori di averlo letto più di una dozzina di volte. Aveva inoltre utilizzato gli pseudonimi "Conrad" o "Konrad" durante i suoi viaggi per spedire i pacchi bomba.

Gli avvocati di Kaczynski, capeggiati dall'avvocato difensore del Montana Michael Donahoe, cercarono di sostenere l'infermità mentale ma lo stesso Unabomber rifiutò questa opzione. Uno psichiatra selezionato dalla corte diagnosticò una schizofrenia paranoide e lo dichiarò idoneo ad essere processato. Nell'aprile del 1996, la corte federale imputò a Kaczynski 10 reati tra cui trasporto illegale, spedizione e uso di esplosivi. Fu anche accusato dell'omicidio di tre persone. Successivamente, Kaczynski evitò la pena di morte dichiarandosi colpevole di tutti i reati imputatagli.

Durante la ricerca di Unabomber si era delineato un profilo dell'attentatore molto diverso da quello del vero responsabile. Il manifesto di Unabomber usava frequentemente termini al plurale, e ad un certo punto, nel 1993, individuarono un sospetto dal nome "Nathan", a causa di un frammento di un appunto ritrovato in una delle bombe.

 

Nel 2006 il giudice Garland Burrell Jr. stabilì che gli effetti personali prelevati dalla capanna di Unabomber fossero venduti a "un'asta ragionevolmente fissata su Internet." Oggetti che il governo considerava essere materiali utilizzati per la costruzione degli ordigni, come schemi scritti per assemblare le bombe e altri, furono esclusi dall'asta.

Kaczynski sta attualmente scontando l'ergastolo senza possibilità di appello; il suo numero di identificazione è 04475–046 ed è detenuto nel carcere ADX Florence, a Florence, Colorado. È inoltre un prolifico scrittore in prigione; scrisse una lettera in cui criticò una recensione di un libro scritta da István Deák.

La capanna di Kaczynski fu rimossa dal luogo in cui si trovava e riposta in un magazzino in una località non precisata. Era in programma la sua distruzione, ma fu poi donata a Scharlette Holdman, un membro della difesa di Kaczynski al processo. È adesso esposta al Newseum della capitale. In una lettera scritta a mano della lunghezza di tre pagine alla Corte d'Appello degli Stati Uniti, Kaczynski si oppose all'esposizione della capanna, sostenendo che violava la volontà delle vittime di essere pubblicamente associate al caso UNABOM. Kaczynski ha inoltre fatto ricorso alla Corte Federale della California per la messa all'asta dei suoi manoscritti e della sua corrispondenza. Il 10 gennaio 2009, comunque, la corte ha respinto le richieste di Kaczynski secondo le quali la vendita dei suoi scritti da parte del governo violasse la sua libertà di espressione. Le sue opere saranno quindi vendute online e i guadagni saranno poi inviati a diverse sue vittime.

Approfondimenti:

Il Manifesto di Unabomber (EN)

Il manifesto di unabomber (I), edito da Stampa Alternativa, a cura di Antonio Troiano, 1997

La Società Industriale e il Suo Futuro (I)

Foto del covo di Unabomber (I)

"Colpite dove più può nuocere", articolo di T.Kaczynski (I)

"La rivoluzione che viene", articolo di T.Kaczynski (I)

"La nave dei folli", articolo di T.Kaczynski (I)

Intervista a T.Kaczynski (EN)

FBI - The Unabomber (EN)

Valutazione psicologica di Unabomber (EN)

Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Agosto 2011 14:40
 
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