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Una compagnia militare privata o di contractors (Private military company, Private Security Contractors (PSCs), Private Military Corporations, Private Military Firms, Military Service Providers) è un' impresa che fornisce consulenze o servizi specialistici di natura militare, svolgendo il ruolo di polizia o di esercito di supporto che, tradotto, spesso sono utilizzate per addestrare o integrare le forze armate al servizio dei governi, ma non è raro il caso che siano assoldate da altre imprese private.
Le CMP (non si tratta di mercenari, una cosa ben diversa, che sia chiaro fin da subito!) hanno il loro terreno d'impiego elettivo nei conflitti a 'bassa intensità' (s'intende l'uso di forza militare applicata selettivamente e in modo limitato per imporre l'osservanza di determinazioni o obiettivi del corpo politico che dispone del governo), situazioni in cui il dispiegamento di forze armate convenzionali può apparire politicamente, diplomaticamente, o economicamente troppo rischioso. Tuttavia, i cosiddetti contractors che usano la forza offensiva in una zona di conflitto potrebbero essere considerati "combattenti illegittimi", con riferimento ad un concetto implicitamente deducibile dalla Convenzione di Ginevra ed esplicitamente specificato dal Military Commissions Act (digita sul browser il seguente link : http://articles.latimes.com/2007/oct/15/nation/na-blackwater15). Le CMP sono a volte incluse nei fornitori di servizi per la difesa (supply contractors). Tuttavia, detti fornitori nella maggior parte dei casi procurano soprattutto equipaggiamento specializzato ed eventualmente anche personale, laddove le CMP forniscono personale dotato di speciali attitudini operativo-tattiche, compresa, a volte, un'effettiva pregressa esperienza di combattimento. La Terza Convenzione di Ginevra (GCIII) del 1949 (digita sul browser il seguente link : http://it.wikisource.org/wiki/Trattamento_dei_prigionieri_di_guerra_-_Convenzione_(III),_Ginevra,_12_agosto_1949) non riconosce la differenza tra fornitori della difesa e CMP; definisce una categoria chiamata supply contractors. Se i supply contractors sono stati muniti (dall'esercito cui si affiancano) di un valido documento identificativo, hanno diritto allo status di prigioniero di guerra in caso di cattura (GCIII Articolo 4.1.4). Se il contractor partecipa ai combattimenti, comunque, può essere classificato come mercenario (Protocol I Additional to the Geneva Conventions (Protocol I) Articolo 47.c), a meno che non ricada in un'esenzione alla clausola dell'articolo 47. Se i contractors catturati vengono riconosciuti mercenari, sono combattenti illegittimi, e perdono il beneficio di essere considerati prigionieri di guerra. L'attività qui presentata, se esercitata in Italia, espone i responsabili ai rigori dell'art.288 del codice penale che cita testualmente "Chiunque, nel territorio dello Stato e senza approvazione del Governo arruola o arma cittadini, perche' militino al servizio o a favore dello straniero, e' punito con la reclusione da tre a sei anni. La pena e' aumentata se fra gli arruolati sono militari in servizio, o persone tuttora soggette agli obblighi del servizio militare.". Le forze armate americane fanno ampio ricorso a detti operatori come guardie di autorità governative USA di altissimo livello nei "punti caldi" di tutto il mondo. Si tratta di solito di qualcuna delle circa venti società che forniscono servizi al Pentagono ed indirettamente si occupano dei teatri di operazione oltre mare. Alcuni contractors non sono intervenuti in prima persona, ma hanno svolto il ruolo di consiglieri militari, consentendo alle forze locali un'azione tattica più efficace. Buona parte dell'addestramento al peacekeeping offerto dagli USA a truppe africane è in realtà svolto dalle "ditte" private, da Haiti al Darfur. Il Center for Public Integrity ha riferito che, dal 1994, il Dipartimento della Difesa degli USA ha stipulato 3601 contratti, per un valore di 300 miliardi di dollari, con CMP americane. Secondo alcuni, ciò è un'inevitabile conseguenza del taglio dei costi riconducibile ad una responsabile privatizzazione degli aspetti critici del settore militare. Tuttavia, per molti questa tendenza è fonte di preoccupazione, posto che le CMP non sono soggette ad un controllo parlamentare diretto, e potrebbero risultare più dispendiose dello stesso servizio eventualmente prestato "in economia" dalle forze armate tradizionali. Dal 1999, diciassette fra le più importanti CMP USA hanno erogato 12,4 milioni di dollari nelle campagne elettorali per il Congresso degli Stati Uniti o per l'elezione del Presidente USA.
Ma facciamo un passo indietro in quella che oramai può a buon diritto già definirsi storia. E la storia comincia negli anni dell’apharteid, quando proprio i sudafricani furono pionieri nel presentare l’attività mercenaria come “affare privato legale”. "Alla fine degli anni ‘80 – raccontano i giornalisti Andy Clarno e Salim Vallysi, membri della Coalizione Contro la Guerra, su Rebellion – si creó l’Executive Outcomes, che nel decennio successivo diresse le operazioni di controinsurrezione attraverso l’Africa in cambio di concessioni minerarie e petrolifere". "Alla fine degli anni ‘90 EO si trasformò in Sandline International, che più tardi chiuse e riapparve come Aegis Defense". Proprio Aegis, la società premiata dal governo Bush con un contratto da 300 milioni di dollari per proteggere la Zona Verde al centro di Baghdad e per coordinare le attività di tutte le imprese private di sicurezza che operano in Iraq. E così gli assegni – e i miliardi di dollari – volano. Sono attualmente oltre 25 mila, nel solo Iraq, i contractor al lavoro per servizi di sicurezza, con appalti che sfiorano complessivamente gli 800 milioni di dollari. Si tratta della più grande forza di occupazione, seconda solo all’esercito degli Stati Uniti. Il fatturato degli eserciti di body guard, che rispondono alla sola logica del profitto, sono balzati negli Usa dai 33 miliardi del 1990 ai circa 100 del 2006. Secondo alcune stime hanno superato i 200 miliardi nel 2010. "Durante la prima Guerra del Golfo – ricorda il giornalista Jose Gomez – uno ogni cento soldati era un contractor privato, ma durante le guerre nella ex Iugoslavia il rapporto divenne di 1 ogni 50 ed attualmente è di uno ogni 10". "Nel marzo del 2004, le immagini televisive provenienti da Falluja, centro della ribellione irachena, ci hanno mostrato la frenesia della folla che si accaniva su quattro soldati americani appena uccisi. Le immagini, per quanto terribili, non avrebbero causato particolare sgomento nell’opinione pubblica mondiale, se non fosse venuta alla luce una differenza sostanziale rispetto ad altri accadimenti altrettanto crudeli: i quattro soldati uccisi non facevano parte di nessun esercito nazionale e non vestivano alcuna uniforme riconoscibile; erano in realtà soldati a contratto, operanti per conto di una compagnia militare privata, una vera e propria azienda che offre servizi legati al settore bellico. In quei giorni si è scoperto improvvisamente che non tutti gli interventi militari, negli ultimi tempi, sono gestiti da eserciti statali. Si potrebbe quasi affermare che le PMC siano l'espressione e la diretta conseguenza della cosiddetta globalizzazione, quel fenomeno insieme politico, economico e sociale che ha stravolto i modelli di vita dominanti, mettendo in dubbio il nostro ruolo di cittadini all’interno della società. Viene da sè che le compagnie private di contractors ed il mercenariato siano due universi ben distinti sotto tanti punti di vista. In effetti le PMC sono organizzate in maniera gerarchica, sono cioè aziende commerciali integrate verticalmente, che agiscono, nel tentativo di creare profitti, all’interno del mercato globale. Questo fa si che le PMC, come qualsiasi multinazionale presente nel mercato, siano molto spesso legate a holding e conglomerati finanziari, ramificazioni che consentono una presenza capillare su scala mondiale e maggiori profitti. Di conseguenza le PMC, a differenza delle formazioni mercenarie classiche, sono mosse dalla ricerca di un profitto affaristico complessivo anziché personale. La chiave, dunque, non sta tanto nei comportamenti delle persone quanto nella struttura in cui esse sono inserite. Un’altra differenza essenziale sta nel fatto che le PMC sono organizzazioni riconosciute dalla legge, che forniscono servizi per entità pubbliche e legali. Per questo non tendono ad occultarsi, ma al contrario cercano di lanciare un’immagine di sé il più possibile limpida e accattivante per attrarre clienti, utilizzando la pubblicità e i mezzi di comunicazione [...] Le PMC si differenziano tra loro in quanto hanno un diverso mercato di riferimento, svolgono attività diverse e agiscono in contesti geografici differenti. La classificazione che meglio rende conto di questa varietà è quella tracciata da Peter W. Singer nel suo libro Corporate warriors. The rise of the privatized military industry. La sua analisi utilizza la metafora della punta di lancia, secondo la quale è possibile distinguere le forze che prendono parte a un conflitto in base alla maggiore o minore vicinanza alla linea del fronte. Applicata all’industria militare privata quest’immagine ci permette di schematizzarla su tre livelli distinti, cui corrispondono tre tipi di PMC: quelle che forniscono uomini e mezzi per combattere; quelle che offrono consulenza e addestramento; quelle che forniscono supporto logistico." (Alessio Marchionna, estratto pubblicato su Tesionline).
Una considerazione del tutto personale dell'autore: correva l'anno 1119 a Troyes quando il soldato Ugone dè Pagani fondò un ordine militare privato per proteggere (ufficialmente) i pellegrini occidentali diretti in Terra Santa vigilando sulle vie d'accesso ai luoghi santi al Cristianesimo usando la forza. Tale Ordine cavalleresco ben presto si arricchì grazie alle donazioni di molti potenti nobili europei, arrivando a combattere quasi una crociata parallela e permanente e a costruire fortezze ovunque, condizionando l'evoluzione della guerra e dell'economia di quei tempi. Speriamo che i nostri moderni "templari" non debbano ardere sul 'fuoco' delle polemiche e delle leggi miopi dei nostri stessi governi, quei medesimi che ora finanziano tanto generosamente queste truppe 'fuori ordinanza' per i loro scopi, ma che domani, visto il crescere della ricchezza e del potere di queste private companies, potrebbero con un colpo di penna privarLe di tutto, relegandoLe ai margini della storia, denigrandoLe, negandone ogni collusione, insomma ripetendo ancora una volta un errore storico e militare.
Tra le CMP più note cito :
il 3D Global Solutions (sito web : http://3dglobalsolutions.net.p2.hostingprod.com/)
i Blackwater Worldwide (http://www.ustraining.com/new/index.asp)
i C3 Defense Inc. (http://www.c3defenseinc.com/)
i DynCorp International (http://www.dyn-intl.com/)
l'ISI Team (http://www.isi-team.com/main.html)
l'MPRI (http://www.mpri.com/esite/)
la Northrop Grumman Corporation (http://www.northropgrumman.com/)
la Overwatch Protection Solutions International (http://www.ops-int.com/)
la Ronin Worldwide Executive Protection, LLC (http://www.roninworldwide.com/)
La Raytheon Company (http://www.raytheon.com/newsroom/technology/rtn10_bmrng/)
La Sharp End International (http://www.sharpendinternational.com/)
La Spartan Consulting Group (http://www.spartanconsultinggroup.com/)
La Triple Canopy Inc. (http://www.triplecanopy.com/triplecanopy/en/home/)
L'EUBSA (http://www.eubsa.com/STOP/html/home.htm)
L'Aegis Defence Services (http://www.aegisworld.com/)
L'AKE Group (http://www.akegroup.com/)
Il G4S (http://www.g4s.uk.com/en-gb/What%20we%20do/Services/Risk%20management%20and%20consultancy/)
Il Control Risks Group (http://www.crg.com/)
L'ALGIZ Services Ltd (http://algiz.eu/)
La Beni Tal (http://www.aprodex.com/beni-tal-464-l.aspx)
La Xe Services LLC (http://www.xecompany.com/)
L'Air Scan (http://www.airscan.com/)
I BARS (http://www.backgroundasia.com/)
I ChaseWaterford Special Projects (http://www.chasewaterfordsp.com/)
Il Chilport (http://www.chilport.co.uk/)
Il Cubic Defense Applications (http://www.cubic.com/cda1/)
L'EODT (http://www.eodt.com/)
L'Erinys Group of Companies (http://www.erinys.net/)
La Golan ltd (http://www.golanltd.com/)
Il Groupe EHC (http://www.groupe-ehc.com/us/index.html)
Il Groupe GEOS (http://fr.groupegeos.com/)
Il Gryphon Group Security Solutions (http://www.gryphonsecurity.com/)
Il Gurkha International Group of Companies (http://www.gurkha.com.hk/)
L'ICI Oregon (http://www.icioregon.com/)
L'ISDS (http://www.isds.co.il/)
L'IPOA (http://ipoaworld.org/)
La Minimal Risk (http://www.minimalrisk.co.uk/)
La MVM Inc.(http://www.mvminc.com/)
La Northbridge Services Group (http://www.northbridgeservices.com/)
La Olive Sec. (http://www.olivegroup.com/)
La Pilgrim Elite (http://www.pilgrimelite.co.uk/)
Pistris Inc. (http://www.pistris.com/)
La REDfour (http://www.redfour.co.uk/)
La Ronco Consulting Corp. (http://www.roncoconsulting.com/)
La SECOPEX (http://www.secopex.com/)
La Trojan Sec. Int. (http://www.trojansecurities.com/)
La Universal Guardian Holdings, Inc (http://www.universalguardian.com/)
La Xe (http://www.xecompany.com/)
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Per approfondimenti visita il sito http://www.privatemilitary.org/home.html per l'elenco completo ed i dettagli sulle CMP. |