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Intervista a Emilio Buffardi PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Pavan   
Lunedì 15 Marzo 2010 09:42

(di Federico Pavan, martedì 2 marzo 2010)

 

Era una fredda sera di marzo quando ho intrapreso un bel po' di chilometri per raggiungere la casa del Maestro Emilio Buffardi a Torino. Il quartiere popolare in cui vive il Maestro faceva già intendere dove si fosse formato l'uomo, nell'hinterland torinese più difficile dove, per sopravvivere, devi imparare a pensare come un guerriero. La sua casa rifletteva perfettamente il Maestro: umile ed accogliente, ma anche piena di esperienza e di ricordi. Questo è il primo impatto che ho avuto quando ho incontrato Emilio Buffardi quella sera, un guerriero fermo ma semplice, esperto ma umile, uno che sa che cosa vuole dalla vita ma è disposto a condividere il suo viaggio con gli altri. E questa fu la medesima sensazione che ebbi alcuni anni fa quando lo conobbi per la prima volta. Dietro la sua figura imponente e dura si cela sempre un sorriso di comprensione e tale fu l'accoglienza che io ebbi. Mi recai dal Maestro pieno di entusiasmo per questa intervista, perché era mio desiderio raccontare a tutti chi fosse colui che ha creato il miglior gruppo sportivo d'Italia (e forse d'Europa) e quali fossero i segreti di tanto successo.

Quando ti rechi a casa di Emilio ti sembra casa tua, talmente è il calore che ti viene trasmesso. Eppure ogni oggetto, ogni aspetto riflette il personaggio, dalla pletora di diplomi appesi alle pareti di casa all'elmo e al gladio romani, tutto racconta del Maestro. Ci siamo accomodati e, come sempre, abbiamo cominciato a parlare di arti marziali, di attività future, di contatti, di eventi da organizzare e via discorrendo...

 

- Federico Pavan - Oggi voglio parlarVi di un grande artista marziale il Maestro Emilio Buffardi, fondatore e Presidente della VIGORLEGIO KOMBAT TEAM, buongiorno Maestro

- Emilio Buffardi - Buongiorno

- F.P. - Allora, in due parole, si descriva

- E.B. - Io mi occupo di formazione legata agli sport da ring, al mondo dei sistemi tattici di difesa, ed alla difesa personale a tutti i livelli

- F.P. - A che età ha cominciato a praticare arti marziali?

- E.B. - A sei anni con mio padre, iniziando con il karate

- F.P. - Che cosa l'ha spinta a praticare le arti marziali piuttosto che altri sport?

- E.B. - A parte il fatto che gli altri sport non mi appassionavano, poi comunque con l'esempio di mio padre mi sono subito dedicato ai sistemi di combattimento, la lotta, l’onore ed il rispetto che trovi nelle arti marziali non le ho mai viste negli sport comuni.

- F.P. - In tutti questi anni ha mai pensato di cambiare?

- E.B. - No, ho pensato di integrare con altre attività sportive quello si, ma mai ho pensato di abbandonare le arti marziali. Ciò che esse mi danno a livello personale e spirituale nessun altro sport lo potrebbe mai fare

- F.P. - Allora secondo Lei le arti marziali sono più utili di altri sport?

- E.B. - Indubbiamente si e semplicemente per il fatto di dare alla persona, oltre che una preparazione fisica, una preparazione mentale e una conoscenza fondamentale per quanto riguarda se stessi.

- F.P. - Perchè la Muay Thai?

- E.B. - La Muay Thai perchè lo trovo uno sport completo che unisce l'attività fisica estrema al coraggio e al fatto di mettersi in gioco, in quanto si sale sul ring contro un avversario che cerca di farci del male; sul ring si combatte non soltanto usando i pugni ed i calci ma anche ginocchiate e gomitate, il clinch e contemporaneamente c'è tutta una parte rituale di preparazione legata sia al buddismo sia alla conoscenza personale di se stessi. Pertanto lo trovo uno sport eccezionale, ed è un modo per mettere alla prova me stesso, il mio coraggio, la mia volontà, la mia voglia di emergere, la mia voglia di mettermi alla prova

- F.P. - E perchè il krav maga?

- E.B. - Perchè è il miglior sistema di difesa al mondo e lo trovo reale ed estremo, e questo, oggi come oggi, è un aspetto fondamentale

- F.P. - Oggi Lei gestisce una importante associazione, ci può per così dire raccontare la nascita della VIGORLEGIO?

- E.B. - La VIGORLEGIO è nata da un sogno che avevo già da parecchi anni, ovvero quello di creare un'accademia di combattimento di arti marziali diversa da tutte le altre, che non fosse legata alle solite federazioni od ai soliti intrallazzi politici che, oggi come oggi, ci sono in questo ambito e che ne hanno causato il decadimento. Quindi volevo creare un'accademia ove ci fossero ancora dei valori e fosse praticato qualcosa di realistico e di pratico, senza tanta politica e tante falsità lontane da quello che deve essere il oggi guerriero. Una società sportiva che punti molto sulle persone, sugli allievi, allenatori ed istruttori, e non solo  sul suo fondatore, con la volontà di creare uomini e donne in grado di praticare in modo completo la disciplina che hanno scelto e di poter fare le attività ad un certo livello e non basandosi sempre e solo sul lato economico, quindi una realtà unica.

- F.P. - Nel panorama attuale delle federazioni che esistono, ove si colloca la VKT?

- E.B. - La VKT si colloca fuori e lontano dalle federazioni, in quanto come dicevo poco fa esse hanno una politica legata al discorso economico: pagando, tutti possono fare ed essere tutto. Questo perché il nostro obiettivo è quello di uscire da ciò che le altre federazioni fanno: un business economico ove si brevettano istruttori dall'oggi al domani senza alcuna capacità, ove non si guarda alla preparazione psicologica, fisica e tecnica dell'allievo ma esso viene visto solo come ciò che può portare a livello economico alla federazione. La VIGORLEGIO è una elité, quindi una società che fa realmente ciò che dice e fa crescere i propri allievi portando avanti uno spirito particolare che la differenzia da tutto ciò che è banale e dal decadimento morale.

- F.P. - Infatti guardando il Suo sito si evince che lei e i suoi ragazzi praticate molta formazione all'estero, perché?

- E.B. - E' fondamentale per la VIGORLEGIO, quindi per me e per i miei ragazzi, in quanto siamo noi la VIGORLEGIO, quello di andare ad imparare alla fonte. Questo significa che quando vogliamo studiare il krav maga o Kapap andiamo a cercare il miglior Maestro, il miglior istruttore in Israele. Quando si tratta della Thai Boxe andiamo in Thailandia. Quando si tratta di altre attività andiamo in Inghilterra, in Francia. Questo perché andare ad imparare da un allievo dell'allievo dell'allievo di un Maestro porterebbe soltanto ad imparare quello che probabilmente non è il vero sistema. Di conseguenza si andrebbe ad inficiare quella che è l'attività che vogliamo fare

- F.P. - Ciò implica un valore aggiunto che gli altri non hanno. Di qui l'idea di un sistema Vostro a nome VKT Tactical  System, in che cosa consiste?

- E.B. - Il VKT Tactical System non è altro che la nostra interpretazione realistica dei sistemi di combattimento applicati in strada o combattimento tattico. Che cosa significa? Quando pratichiamo la Thai Boxe abbiamo dei regolamenti da seguire, per quanto riguarda la difesa personale questi vengono meno. Di conseguenza mettiamo a disposizione l'esperienza mia, dei miei istruttori ed allenatori, in quanto molto vasta, ricreando un sistema reale che possa servire a tutti, dal professionista al neofita all'appassionato in tutto quello che è il combattimento reale.

- F.P. - In definitiva che differenza c'è tra il VKT Tactical System ed i sistemi tradizionali?

- E.B. - Molto semplice: i sistemi tradizionali hanno una pecca, perché nonostante insegnino difesa personale, tutti risultano essere estremamente accademici. Tutti quanti essi si rifanno ad una serie di canoni obbligatori, riportando anche quei sistemi, quali gli stessi krav maga e kapap, a concezioni antiche come se fossero il karate. Di conseguenza si viene a perdere quello che è il vero lavoro di un sistema di difesa personale, il lavoro 'sporco', quello realistico. Il sistema che pratichiamo Noi ha il pregio di riportare in accademia la realtà della strada, la violenza, creando una situazione che preveda tutto il conflitto, ovverosia, oltre al combattimento vero e proprio, il pre- e post- conflitto, ma anche un combattimento reale, senza aiuti od agevolazioni, al fine di comprendere che la realtà della strada è molto più pericolosa di quanto si creda

- F.P. - Quindi a chi si rivolge il VKT Tactical System?

- E.B. -  Il VKT System si rivolge sia ai professionisti e sia a chi vuole imparare un sistema basato sulla realtà. Il nostro concetto è quello di portare in palestra la realtà

- F.P. - Adesso, Maestro Buffardi, entriamo più nello specifico e parliamo di krav maga, che è il Suo nucleo, la Sua base. In che cosa si differenzia il krav maga-kapap praticato in Italia dal Suo?

- E.B. - Il krav maga praticato in Italia, come dicevo poco fa, è un sistema troppo accademico ed orientato a fare i soldi facili. Oramai si assiste a persone che indossano kimono, cinture, praticano dei kata, cose che non appartengono al krav maga. Il krav maga è combattimento militare vero, reale, violento, efficace. Questo fatto è stata una perdita che ha creato un metodo fatto di pseudo-istruttori dilettanti con nessuna esperienza di combattimento per strada o sui campi di battaglia o sul ring che s'improvvisano esperti di sicurezza e di combattimento, legandosi comunque ad un sistema tradizionale, cosa che il krav maga non è. Invece gli allievi devono essere messi di fronte ad una situazione di aggressione che realmente, e lo sottolineo, avverrebbe, cercando di difendersi da una situazione da cui non potrebbero avere scampo

- F.P. - Noto a tutti che il krav maga è un sistema di combattimento moderno praticato da tutte le forze speciali e di sicurezza del mondo, ci può chiarire che cosa intendiate Voi della VIGORLEGIO per sicurezza?

- E.B. - Per noi della VIGORLEGIO sicurezza vuol dire massima professionalità, in quanto da noi si addestrano sia civili per riuscire ad ottenere per loro stessi ed i loro cari la giusta serenità, sia i professionisti della sicurezza che devo garantire sia la loro incolumità sia quella dei loro clienti o delle leggi che devo far rispettare.

- F.P. - Ci può chiarire allora anche il concetto di difesa personale?

- E.B. - La difesa personale resta comunque una cosa astratta, senza canoni, che tutti possono insegnare, la differenza sta nel come si insegna. La difesa personale non è tanto questione di tecniche o di fisicità, cosa che per altro tutti insegnano, ma è principalmente preparazione mentale, psicologica a quella che è l'affrontare una situazione reale di difesa. La difesa personale non è un sistema, non è uno stile, è un modo di pensare ed è un modo di agire

- F.P. - Allora riallacciamoci a questo discorso. Realtà legata al combattimento da strada: che cosa è che differenzia il krav maga da uno sport da ring?

- E.B. -  Beh, è ovvio, gli sport da ring per quanto insegnino a picchiare duro non insegnano tutto quello che è il lavoro sporco da strada, in quanto in strada non c'è un arbitro, non c'è un ring, non ci sono giudici di gara, non c'è un regolamento. Che cosa c'è? Ci sono tutta una serie di persone che cercano di prevaricarci e noi dobbiamo fare in modo che questo non accada. Il lavoro che va fatto è comunque sporco, è realistico, estremo, cattivo

- F.P. - Sempre rimanendo sull'argomento, noi purtroppo sappiamo bene che un tipo di violenza molto diffusa è quella che subiscono le donne. La VIGORLEGIO tiene corsi di difesa personale per le donne. In che cosa consistono questi corsi? Che cosa hanno di così peculiare tanto dall'aver creato una sezione apposta, l'SDF?

- E.B. - L'SDF si differenzia da altri sistemi di difesa personale femminile per un semplice fatto: ciò che abbiamo potuto notare in questi anni ove altri insegnano quattro tecniche e ritengono che queste ultime, andando bene per loro vadano bene anche per una donna, in realtà cambiando la fisicità e mutando anche il modo di pensare, il tutto varia drasticamente in caso di una vera aggressione, la donna ha bisogno di un sistema che certamente prenda dal VKT System le basi del krav maga - kapap, ma che la agevoli per quanto riguarda la loro fisicità e la loro mentalità. Adattando quindi il sistema alla donna e non, come di solito viene insegnato, che la donna (o l'allievo) debba adattarsi al sistema. In questo modo con tutto il nostro lavoro di tecniche non solo fisico ma anche psicologico, di simulazione o di drill o di preparazione, anche con l'aiuto di avvocati e di psicologi, riusciamo a far si che una donna abbia delle possibilità reali di difesa

- F.P. - Che cosa ci può dire riguardo i corsi per gli operatori della sicurezza, le guardie giurate, gli investigatori e le forze armate?

- E.B. - La VIGORLEGIO tiene diversi corsi per le forze armate e per gli operatori della sicurezza ravvicinata, investigatori e per le forze dell'ordine. Per noi la cosa importante è insegnare un sistema che faccia si che garantisca la sicurezza degli operatori e, soprattutto, che sia reale. Un conto è insegnare un krav maga sporco, reale, che funzioni, un conto è insegnare un krav maga accademico che crei più danni di quelli che cerca di evitare. Quindi per me è importante dare qualcosa di più per queste persone rispetto ad un civile, che potrebbe anche evitare di intervenire in una situazione di pericolo; loro sono obbligati ad intervenire e spesso sono obbligati ad operare in aree calde e a rischio, quindi devono realmente avere quel qualcosa in più che li possa mettere in condizioni di sicurezza

- F.P. - Quali sono i Vostri rapporti con la Protect di Itay Gil?

- E.B. - Sicuramente sono molto vicini in quanto Itay Gil è il nostro capo istruttore; io con un nostro gruppo di istruttori siamo stati in Israele a studiare da Itay, e siamo stati i primi italiani a studiare e ad essere brevettati con la Protect a Gerusalemme. Lui è il nostro capo istruttore e facciamo riferimento a lui, di cui siamo anche responsabili e referenti per quanto riguarda la Protect in Italia

- F.P. - E per quello che riguarda le Forze Speciali Francesi?

- E.B. - Noi abbiamo la possibilità di lavorare con le Forze Speciali Francesi ove abbiamo l'opportunità di imparare tutta una serie di tecniche legate a lavori di scorta, a lavori di sicurezza, a lavori di accompagnamento V.I.P., lavori S.W.A.T. Tra l'altro la VIGORLEGIO è particolarmente legata a lavori S.W.A.T. ed altre attività collaterali, avendo a che fare con società ed avendo studiato  con il C.A.T.I. S.W.A.T., quindi con i francesi ci troviamo sovente, data anche la relativa distanza, per fare degli aggiornamenti

- F.P. - Voi fate anche molta pratica al poligono di tiro?

- E.B. - Si

- F.P. - Ci parli di questa attività in seno alla VIGORLEGIO

- E.B. - E' fondamentale in quanto il krav maga è un combattimento di derivazione militare e fare in modo che si insegni tutta una parte legata al disarmo delle armi da fuoco comporta anche imparare l'uso dell'arma e saperla usare a proprio vantaggio. Ed è impossibile, come purtroppo fanno spesso molti istruttori dilettanti in Italia, insegnare queste cose senza aver nemmeno mai sparato un colpo in vita loro. Da noi è obbligatorio per tutti gli allievi che vogliano e se la sentano di fare attività al poligono. E noi facciamo molta attività di tiro operativo al poligono

- F.P. - Se oggi un aspirante 'kravista' [licenza di chi scrive] si presenta alla Sua scuola, che obiettivi si può porre, inteso come crescita?

- E.B. - Chiunque si avvicini al krav maga della VIGORLEGIO si deve aspettare di crescere molto velocemente, in quanto i corsi e le lezioni sono molto intense e molto redditizie. Noi abbiamo l'obiettivo che, quando gli allievi vanno a casa, ci vadano avendo imparato qualche cosa in più. Comunque un allievo deve dare dei risultati e deve farlo nella misura in cui se notiamo che a distanza di mesi non è migliorato assolutamente, vuol dire che comunque c'è un problema. E il problema o siamo noi o è lui. E una volta che capiamo che il problema non siamo noi ma è lui questi viene allontanato, in quanto non è bello spendere soldi, tempo, energia per non avere risultati. Noi non rubiamo soldi a nessuno

- F.P. - Come scegliete gli istruttori alla VIGORLEGIO ?

- E.B. - Gli istruttori rispetto a come fanno molte altre società o federazioni non vengono scelti in quanto pagano un corso di un weekend e vengono fatti istruttori. Siamo io ed il mio staff che selezioniamo gli allievi più capaci non tanto sul livello tecnico ma a livello mentale, a livello caratteriale, cioè gente che abbia una certa maturità, dopodichè, avendo valutato chi secondo noi potrebbe essere un buon istruttore, gli facciamo la proposta. Se a loro la cosa interessa ha inizio un iter formativo specifico per diventare allenatori, dove non solo imparano le tecniche ma quello che è l'aspetto psicologico dell'insegnamento, la parte organizzativa ed amministrativa, la parte verbale e fisica, dopodichè, una volta finito questo corso, sarà per loro obbligatorio ma gratuito fare degli aggiornamenti mensili e, all'interno di ogni singola lezione, fare molta pratica

- F.P. - Ora è chiaro, Maestro Buffardi, in che cosa consista il VKT Tactical System e su che basi lavori la VIGORLEGIO. Per finire la nostra intervista torniamo ad argomenti più generici. Quali sono i principi su cui si basa la VIGORLEGIO

- E.B. - La VIGORLEGIO si basa sul principio fondamentale del RISPETTO per i propri allievi, RISPETTO verso i propri 'pretoriani', che sono gli allievi più anziani, gli allenatori e gli istruttori, che vengono qui da tanto tempo e vi dedicano tanti sacrifici e tanto impegno. Quindi dobbiamo ripagarli dando il cento per cento

- F.P. - Il vostro motto è "SI VIS PACEM PARA BELLUM. ALLENAMENTO DURO COMBATTIMENTO FACILE. PIU' SUDORE MENO SANGUE", ci può chiarire in termini pratici che cosa significhi?

- E.B. - Certo! Si vis pacem para bellum, addestramento duro combattimento facile, più sudore meno sangue, questi motti messi insieme, l'uno preso da Giulio Cesare, l'altro dalla Compagnia P. dei Paracadutisti Inglesi, significano che per noi è sempre fondamentale prepararci alla difesa reale da strada o, nel caso di operatori della sicurezza e militari, sui campi di battaglia. E' comunque fondamentale far si che i ragazzi, se per strada dovessero avere un problema, siano in grado di difendere se stessi ed i loro cari. Per creare questa possibilità dobbiamo chiedere loro di fare molti sacrifici durante gli allenamenti.

- F.P. - Quale il futuro della VIGORLEGIO?

- E.B. - La VIGORLEGIO ha un futuro particolare, quello di raccogliere al suo interno tutte quelle persone che realmente vogliano imparare a difendersi e quello di praticare una disciplina o un'attività facendo parte di un gruppo di amici e di fratelli, con la convinzione di poter crescere a trecentosessanta gradi in tutto quello che è il mondo degli sport da combattimento

- F.P. - E quello del Maestro Buffardi?

- E.B. - Il futuro del Maestro Buffardi è quello di rimanere alla guida di questa associazione con l'aiuto di tutti gli allievi, dal più anziano al più giovane, e quello di poter dare ai propri iscritti una formazione professionale.

- F.P. - Voi alla VKT VigorLegio Kombat Team vi occupate anche di combattimento in situazioni di sopravvivenza e SREF, ci spieghi qualcosa

- E.B. - Si da anni ci occupiamo di campi di sopravvivenza classici dove si insegna anche il combattimento estremo ed inoltre da poco siamo legati alla società Resurgit leader di questo settore per quanto riguarda lo SREF (Sopravvivenza Resistenza Evasione Fuga)

- F.P. - Chiudiamo la nostra piacevole e proficua intervista col Maestro Buffardi con qualche domanda a bruciapelo... Quanti incontri ha sulle spalle?

- E.B. - Tra ring e incontri di strada [risata di entrambi!] legati alla difesa personale e all'interno dei lavori per la sicurezza... superiamo di gran lunga il centinaio

- F.P. - E qual'è il Suo colpo migliore, se ce ne è uno?

- E.B. - Il colpo migliore, la mia arma più forte, sicuramente la mia mente

- F.P. - La Sua arma preferita?

- E.B. - La glock 17 [grossa risata di complicità di chi vi scrive]

- F.P. - E il Maestro migliore che ha avuto?

- E.B. - Devo dire che ne ho avuti diversi ma vorrei citarne solo due: Itay Gil, il mio Maestro di krav maga, e Daghio il mio Maestro di Thai Boxe. Sono Maestri che realmente mi hanno dato la possibilità di crescere, di capire, cosa che tuttora mi danno in quanto tutte le volte che posso, almeno una volta all’anno, vado a trovarli per studiare con loro

- F.P. - Un sogno nel cassetto?

- E.B. - I sogni sono per i romantici, io ho un progetto e si chiama VIGORLEGIO KOMBAT TEAM

- F.P. - Grazie

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Marzo 2010 16:25
 
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