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A tutti quelli di voi appassionati di armi a fuoco sarà venuto più volte in mente di comprare una pistola semi automatica o un revolver. Purtroppo la detenzione di un arma a fuoco e soprattutto il trasporto richiede specifici permessi e procedure. Per la sola detenzione basta denunciare l’arma in questura, per poterla trasportare al poligono sarà necessario un porto d’arma ad uso sportivo, mentre per il porto d’armi da difesa personale, molto difficile da ottenere oltre che costoso, bisognerà esplicitare la motivazione che ci induce a girare armati. Per i collezionisti, gli appassionati e chiunque non possa o voglia detenere od utilizzare un'arma da fuoco vera, le alternative oggi presenti sul mercato sono le pistole a molla/gas o le scaccia cani, che a mio avviso rappresentano la soluzione migliore.
Queste ultime sono riproduzioni in metallo di pistole semiautomatiche e di revolver curate nei minimi dettagli (anche se manca il logo originale del produttore o comunque è presente una scritta del tipo “a salve”) ma più chiuse nella canna, che utilizzano munizionamento a salve. Il caricatore ed il meccanismo di caricamento sono praticamente identici alle corrispettive armi vere, cosi come lo sono il sistema cane-percussore, il sistema di espulsione del bossolo ed i meccanismi di sicurezza. Insomma impugnando una scacciacani e perfino nel sentire il rumore dei meccanismi in azione si ha la sensazione di impugnare un’arma vera, sia nel peso sia nei materiali di cui è fatta che nelle sensazioni che procura usandola (ma è bene ricordare che potrebbe risultare fatale affrontare un aggressore armato di armi vere!). Alcune versioni a salve dette “front firing” e prodotte anche dalle case quali Kimar e Bruni non hanno la canna occlusa. Queste pistole, seppur rare da trovare in commercio sono più realistiche perché emettono la fiammata dalla canna e non dalla camera di scoppio (verso l’alto) come le altre. Se non fosse per la bocca dell’arma dipinta in rosso, sarebbe difficile a un non addetto ai lavori, per così dire, distinguerla da una vera. I proiettili sono caricati con polvere da sparo ed effettivamente avviene la detonazione al contatto tra percussore e detonatore ma, a differenza delle armi a fuoco, non viene sparato nulla in quanto la canna è riempita di acciaio e l’energia cinetica e la fiammata prodotte sono scaricate verso l’alto attraverso apposite fessure.
I proiettili delle pistole a salve hanno un diametro di 8mm e si riconoscono da quelli veri perchè manca la parte superiore costituita dalla pallottola in piombo. Il bossolo invece è molto simile, in acciaio, ed è presente il detonatore nella parte posteriore. In genere i proiettili per pistole a salve hanno una spaccatura a croce nella parte superiore, che si apre al momento della detonazione lasciando uscire la polvere da sparo e la fiammata formatisi.
Il rumore prodotto nella detonazione della polvere da sparo, quando si spara, è molto forte ed è quindi consigliabile, se si sparano numerosi colpi di seguito, indossare tappi protettivi per le orecchie. Nell’uso delle scaccia cani è bene inoltre non puntare mai la pistola verso le persone, anche se innocua, soprattutto mai vicino alle orecchie e agli occhi. La norma vuole che si indossino occhialini protettivi in modo da evitare che i pulviscoli generati vadano nell’occhio. Come detto in precedenza, queste pistole producono una fiammata nella parte superiore della canna ed è quindi importante impugnarle correttamente.
Oltre che per collezionisti ed appassionati di armi le scacciacani possono risultare utili per escursionisti e campeggiatori. Infatti avere una scacciacani oltre che al classico bastone, quando si va in montagna può risultare vitale in caso si incontrino dei cani selvatici.
Queste pistole non vanno comunque considerate armi giocattolo ed è bene leggere le avvertenze riportate nei manuali in dotazione prima di maneggiarle. I meno esperti ritengono che una scacciacani possa venire modificata per diventare un'arma vera. Ciò è assolutamente falso. Se ad esempio partissimo da un’arma in calibro 9 mm P.A.K. o .380, in linea di principio, ci potremmo camerare munizioni 9x21 (nelle semiauto) o 357 magnum/38 special (nei revolver, qui il 9x21 non lo potremmo camerare perché è una cartuccia rimless, senza collarino). I problemi però sono molti, dovremo cambiare le molle del cane, il quale non è abbastanza potente per innescare munizioni vere, e ciò è specialmente vero per il 357 che usa inneschi di tipo magnum. Poi, nel caso delle semiauto dovremmo modificare il caricatore per adeguarlo alla lunghezza della cartuccia. Ma questa è la cosa minore, il vero problema infatti sta nella canna. Innanzitutto bisogna dire che essa è costruita con tolleranze di lavorazione piuttosto grossolane, sia per risparmiare sui costi e sia perché visto l’uso sarebbe inutile usare tolleranze molto strette, al contrario di quello che avviene nelle armi vere. Questo fa si che una eventuale conversione dell’arma risulti molto pericolosa, infatti all’atto dello sparo l’espansione del bossolo potrebbe non essere più sufficiente per farlo aderire alla camera di scoppio (stessa cosa per la palla mentre scorre nella canna) con conseguente fuoriuscita dalla parte posteriore per effetto delle pressioni dei gas ad elevatissima temperatura che sarebbero proiettati proprio verso il tiratore. Non credo ci sia bisogno di dire cosa questo potrebbe provocare. Supponendo però anche che per qualche caso la nostra canna sia di proporzioni giuste, non potremmo avere alcuna garanzia. Infatti essa è composta di acciai di bassa qualità e da due parti semi-cilindriche unite per saldatura, il che le conferisce proprietà termo-meccaniche piuttosto scadenti, al contrario delle canne di armi vere che di solito sono ottenute per roto-martellatura o per asportazione dal pieno di una barra di acciaio ultra-resistente trattato per resistere alle alte temperature. In definitiva quindi, anche nel migliore dei casi, dopo un paio di colpi le deformazioni della nostra canna sarebbero tali da comprometterne l’utilizzo e soprattutto la nostra sicurezza. D’altra parte, un’arma del genere non sarebbe comunque efficiente, infatti sia la mancanza di rigatura nella canna sia le sue tolleranze grossolane non permettono al proiettile di acquistare una buona velocità e precisione, per cui avremo un attrezzo utilizzabile solo a pochi metri di distanza. La modifica poi di una pistola semiauto è cosa ancora più difficile e pericolosa. Infatti le armi a salve hanno la canna fissa al fusto ed usano un sistema di chiusura a massa. Sparare un 9x21 con tale sistema, equivarrebbe a distruggere l’arma, forse anche con un solo colpo! Con proiettili del genere usare chiusure a massa è improponibile, anzi impossibile, perché tra l’altro bisognerebbe usare molle talmente forti da non permettere l’arretramento manuale del carrello, in caso contrario i gas si propagherebbero dalla parte posteriore dell’arma quando ancora sono ad altissime temperature, con conseguenze altamente distruttive per l’arma e il tiratore. Le pistole a massa vengono oggi costruite su calibri molto piccoli (come il 22 lr), ma dal 7,63 in su, non è proponibile un tale sistema, per cui si usano chiusure geometriche con sistemi di canna roto-traslante più o meno sofisticati a seconda dell’arma. Infine va detto che la trasformazione di un’arma a salve comporta il reato di alterazione di arma e anche quello di detenzione illegale se la teniamo con noi, per cui già di per se un paio d’anni di carcere, ma di questo ed altri argomenti di carattere legale se ne occuperanno più avanti altri co-autori. |