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Task Force 45 PDF Stampa E-mail
Scritto da Jaffo   
Domenica 03 Ottobre 2010 10:32

 

Lo scenario afghano, per le sue caratteristiche geografiche, è completamente inadatto alle manovre delle forze corazzate e pone dei seri limiti anche all'uso degli elicotteri, in quanto la loro capacità di carica è inversamente all'altitudine a cui sono chiamati ad operare. L'esercito sovietico si scontrò contro questi problemi negli anni '80 e, oltre ad organizzare complesse operazioni aerotrasportate, impiegò con continuità le proprie forze speciali, i famosi Spetsnaz.

 

Con l'invasione americana del 2001 sono cambiati gli attori ma non i problemi da affrontare, e quindi nuovamente grandi operazioni aerotrasportate (condotte anche con il nuovo convertiplano V22, di cui parleremo in un prossimo articolo) unite all'impiego di forze speciali, ridotte numericamente ma estremamente agguerrite e molto mobili. I primi ad entrare in armi in Afghanistan furono le forze speciali americane (probabilmente prima che la guerra fosse dichiarata) e oggi sono impiegati nelle operazioni più offensive, lasciando alle forze convenzionali il controllo del territorio e la reazione armata agli attachi dei terroristi.

Parlare delle operazioni delle forze speciali è un esercizio di deduzione, perché a nessun giornalista vengono svelati certi dettagli, specialmente su quelle in corso. Tuttavia è certo che le F.S. vengono usate, sia per la ricognizione in profondità, specialmente nelle zone più impervie o aldilà del confine con il Pakistan, sia per la caccia e l'eminazione dei capi talebani. Negli ultimi tempi alle F.S. americane e inglesi (che storicamente sono state le più attive inquesti scenari) si sono affiancati gli operatori di numerosi altri paesi, tra cui anche quelli della Task Force 45, raggruppamento di uomini delle F.S. dell'Esercito Italiano (Col Moschin), Marina (G.O.I.), Aereonautica (R.I.A.M.) e Carabinieri (G.I.S.). I vertici delle forze armate parlano di “ottimi risultati, non divulgabili”, quindi sicuramente qualche “azione diretta” sarà andata a buon fine, diminuendo il numero di terroristi in Afghanistan. Una novità per le strategie militari italiane, di solito meno aggressive.

Nel corso dello scorso mese purtroppo si è avuta anche la prima vittima della T.F. 45, un tenente del Col Moschin chiamato, insieme alla sua squadra, ad attaccare dei terroristi scoperti da un drone Predator a minare una strada.

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 03 Ottobre 2010 10:36
 
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