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Personaggi: un ex soldato, un medico, un tipo qualunque. Tratto da una reale conversazione tra personaggi opposti (più un webmaster di passaggio).
Tipo Qualunque: Alla fine li hanno liberati … boh, come al solito non si capisce niente. Deve essere un bel casino da quelle parti …
Medico: Invece secondo me è tutto chiaro. Non volevano testimoni delle porcherie che stanno facendo in Afghanistan e con una scusa li hanno allontanati.
Ex Soldato: Ma quali porcherie? Senza i soldati a garantire sicurezza e senza i ponti costruiti dai nostri genieri nessuna ong potrebbe essere lì! Chiedo più rispetto per i nostri soldati in Afghanistan! Ed inoltre, prima di parlare della situazione bisognerebbe esserci stati in quei posti!
T.Q. : Sono d’accordo con l’ex soldato. Alcuni dei soldati che vanno da quelle parti li conosco personalmente, non sono degli assassini. Sono dei miei amici di bevute e vorrei che tornassero tutti interi.
M: Il miglior metodo per farli tornare tutti interi è quello di non farli partire. Che ci stanno fare lì? Se era per risparmiare sofferenze ai civili l’effetto non è stato per niente raggiunto, anzi adesso oltre ai talebani devono guardarsi dalle bombe della Nato!
T.Q. : I Talebani non hanno divise e si mischiano sistematicamente ai civili, anzi non c’è modo di distinguerli dai civili prima che inizino a sparare … niente di strano che ci siano degli errori. Ma dubito che siano stati uccisi VOLONTARIAMENTE, mentre invece i kamikaze lo fanno. Credo che l’errore sia più politico che militare, e l’avevo scritto da qualche parte…
M. : L’errore è la guerra stessa. Primo perché sono sempre i civili che se la prendono nel culo, secondo perché non si fa nulla di quello che sarebbe veramente utile, come migliorare le condizioni igieniche ed alimentari o cercare di combattere la corruzione. Altro che combattere quelli di Emergency, bisognerebbe dargli carta bianca! Lo sapevi che nel terzo mondo certe malattie che da noi hanno solo gli animali colpiscono i bambini? Hai idea di che inferno siano certi posti?
T.Q. :Sì, ce l’ho un’idea. Anni fa sono stato con una Ong italiana a Doualà, in Camerun. Forse la merda era diversa, ma era sempre tanta…
E.S. : Non mi avevi mai detto niente, frato…
T.Q. : Non è una cosa di cui vado molto orgoglioso, eravamo andati a portare dei medicinali che poi il capotribù locale si era accaparrato per venderli in una farmacia del posto… una bella inculata.
M. : E che vuol dire? Che bisognerebbe chiudere Emergency e le altre ong? Ma hai idea di quante vite salviamo, NOI?
T.Q. : Non sono per niente contrario ad Emergency, l’ho difesa nei giorni scorsi e la difendo adesso, ma credo che si limiti a curare i sintomi, non la malattia. Penso che gli estremisti come i Talebani siano il male, e che vadano combattuti. Non basta portare aiuti alla popolazione, se qualcuno se li ruba, bisogna intervenire attivamente sul posto. “Andare verso il nemico a parlamentare, e portarsi dietro una grossa clava” diceva Churchill…
E.S. E’ quello che dicevo prima: per fare certi lavori solo un militare può andare bene, i terroristi non si fermano con le buone. Io ho fatto questo mestiere per anni, l’ho sempre fatto con onore e ne vado orgoglioso.
M. : La vita umana non accetta compromessi, uccidere anche solo un innocente anche solo per sbaglio significa che la missione è fallita. Troppi errori sono stati fatti, come medico non posso accettarlo.
T.Q. … Potrei scrivere l’articolo più lungo del mondo, potreste andare avanti a parlarne per settimane. Comunque non ci trovo niente di male che un medico abbia un punto di vista diverso da un ex soldato… sono mestieri completamente diversi.
E.S. Sì ma tu da che parte stai?
M. : Già, non si può lanciare il sasso e nascondere la mano. Da che parte stai?
T.Q. : Nessuna delle due. Quello che succederà verrà deciso tra Washington e Kabul, prendere parte mi sembra solo un esercizio di stile visto che tanto non influisce minimamente sulla realtà…
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