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Eurofighter Typhoon PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Pavan   
Sabato 17 Ottobre 2009 09:06

 

L'Eurofighter Typhoon è stato progettato e realizzato per portare a termine diversi compiti operativi in una sola missione. Nella rapida evoluzione della guerra moderna infatti, è una necessità imperativa il rimane costantemente aggiornati e tecnologicamente avanti a tutti gli altri paesi, soprattutto quando si parla di superiorità aerea. La velocità e la certezza con cui la superiorità aerea può essere stabilita in un ambiente di battaglia, determinerà in modo rapido e sicuro quali compiti operativi possano essere soddisfatti. Il compito di Eurofighter Typhoon è quello di fornire superiorità aerea di primissimo ordine. Sviluppato da società aerospaziali europee leader nel settore, Eurofighter Typhoon è il velivolo scelto da sei nazioni - Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, Austria e Arabia Saudita, e che soddisfi i requisiti dell'areonautica del 21 ° secolo.

L'alto livello di integrazione e di condivisione delle informazioni tra i sotto-sistemi dà al pilota una capacità autonoma di valutare rapidamente la situazione complessiva tattica e rispondere efficacemente alle minacce. Questo significa che l'Eurofighter Typhoon è in grado di scambiarsi i ruoli in volo, il che lo rende il più efficace sistema di arma  aerea disponibile.


Storia del programma

Nel 1979 Inghilterra e Germania iniziarono a lavorare sul programma ECF (European Combat Fighter) per definire il progetto di un nuovo caccia da superiorità aerea che fosse in grado di rappresentare la risposta europea ai caccia americani F-15, F-16 e F-18 e di affrontare con successo i caccia sovietici delle serie MIG-29 Fulcrum e SU-27 Flanker.
Nel 1980 al programma si unì anche la Francia. Appena un anno dopo, la Francia abbandonò il programma e il suo posto fu preso dall'Italia. Il programma ECF cambiò in ACA (Agile Combat Aircraft).
I primi disegni dell'ACA rivelarono un caccia con presa d'aria a doppia sezione ventrale, bimotore, con formula alare delta canard e doppia deriva verticale.
Nel 1982 gli inglesi decisero di avviare la costruzione di un dimostratore tecnologico, denominato EAP, che doveva servire da banco di prova per il futuro caccia. Anche se l'EAP era un progetto finanziato pressoché totalmente dal Governo inglese e dalla BAE, sia la MBB tedesca che la Aeritalia fornirono il proprio contributo.
L'EAP fece il suo primo volo nel 1986, e rispetto all'ACA la doppia deriva verticale era sostituita da una singola deriva di generose dimensioni. Il velivolo dimostrò subito di avere eccellenti prestazioni sia in termini di maneggevolezza che di velocità (era bisonico). L'EAP, che montava gli stessi motori del Tornado, ha volato in tutto 259 volte ed è stato messo a terra nel 1991.
Nel frattempo, nel 1983, ci fu un altro tentativo di allargare la cooperazione internazionale europea: la Francia ritornò nel programma, e si unì anche la Spagna: l'ACA diventava F/EFA: Future European Fighter Aircraft.
Ma ancora una volta il progetto fallì: la Francia voleva il controllo del 50% del programma, e voleva un caccia abbastanza leggero da poter essere imbarcato sulle sue portaerei, requisito che invece non interessava a nessuno degli altri partner. Nel 1985 anche il programma F/EFA veniva cancellato, ma subito resuscitato con il nome EFA: i partecipanti erano Inghilterra, Germania, Italia e, dal 1986, la Spagna, riuniti nel consorzio industriale Eurofighter. La Francia, invece, decise definitivamente di sviluppare un proprio caccia, il Rafale. Il programma EFA procedette con il lavoro di studio e progettazione per la realizzazione di un caccia che doveva avere spiccate qualità Stealth, un'avionica di prim'ordine, motori avanzatissimi e una maneggevolezza senza confronti. eu fPurtroppo nel 1992 il programma affrontò una difficile crisi: la Germania, ufficialmente preoccupata per il vertiginoso aumento dei costi (ma in realtà a causa del mutamento geopolitico provocato dalla caduta del Muro di Berlino e dalla costosissima riunificazione delle due Germanie) annunciò l'intenzione di abbandonare il programma. Senza il contributo industriale e finanziario tedesco (pari a circa un terzo dell'intero programma) l'EFA non avrebbe avuto alcuna possibilità di sopravvivere. Per questa ragione gli altri partner, ed il consorzio industriale Eurofighter, proposero una serie di modifiche che comportarono una certa riduzione nelle capacità del velivolo, specialmente dal punto di vista della suite avionica e dell'integrazione di armi e sistemi. L'intenzione era quella di procedere con una versione semplificata, rimandando a momenti migliori l'integrazione di quelle capacità che erano state sacrificate. La proposta fu accolta dalla Germania ed il programma fu salvo. Il progetto fu ribattezzato: N/EFA dove la N stava per “New”, ma nel dicembre del 1992 il nome cambiò ancora (e definitivamente) in Eurofighter 2000.

Questa volta non ci furono ulteriori intoppi ed il primo prototipo, DA1, volò il 27 marzo 1994, seguito da altri sei, sia in configurazione monoposto che biposto, tutti consegnati entro il 1997, anno in cui i quattro partner di programma firmarono l'accordo definito per avviare la fase di  produzione di serie. Nel 1998 l'Eurofighter 2000 ricevette la designazione ufficiale di Typhoon (per la verità il nome circolava già da un anno) e quello stesso anno furono firmati i contratti per la produzione della prima tranche di serie. Il Typhoon conserva la configurazione dell'EAP: ala a delta, presa d'aria squadrata ventrale suddivisa in due sezione, ala a delta canard, singolo timone verticale. Il sistema di controllo del volo è full-digital, la propulsione è assicurata da due turbofan EJ200 i cui primi esemplari si sono resi disponibili nel 1995 (i primi prototipi del Typhoon avevano volato con gli RB199), il sistema avionico è incentrato sul radar ECR-90 Captor e sulla suite di protezione elettronica DASS.

Il velivolo è costruito sia nella variante monoposto che in quella biposto da conversione operativa.


L'Eurofighter oggi

Il Typhoon, pur essendo un velivolo superbo, appartiene sostanzialmente alla generazione dell'F-16 Falcon, del MIG-29 Fulcrum e del SU-27 Flanker, e non ha quelle spiccate caratteristiche Stealth che sono invece presenti nei caccia dell'ultima generazione, come l' F-22 e l'F-35, per fare un esempio, e ciò a causa di questa politica di indecisione della neonata UE. Le capacità bisoniche del Typhoon infatti sono oggi considerate superflue rispetto ad altri requisiti.
Il Typhoon ha una bassa RCS (superficie riflettente al radar) ma non può definirsi un velivolo Stealth a tutti gli effetti, perché non dispone di stive interne per l'armamento di lancio e di caduta.
Allo stesso modo, il Typhoon ha una certa capacità di volare in supercrociera (ossia a regime supersonico senza l'utilizzo dei postbruciatori) che però perde nel momento in cui è costretto a trasportare le proprie armi esternamente. Inoltre il costo del velivolo è salito, e dai 50 milioni di dollari del 1998 adesso viaggia verso gli 80 milioni di dollari e oltre (ad esempio, l'Austria, cliente export, ha pagato i suoi Eurofighter oltre 110 milioni di euro l'uno, pari a oltre 140 milioni di dollari), e parliamo di un velivolo il cui equipaggiamento non è ancora completo.

In ogni caso, pur non essendo ancora un velivolo maturo, il Typhoon non ha mancato di portarsi a casa alcuni significativi successi di esportazione. Nel 1999 la Grecia aveva selezionato il Typhoon per la propria linea caccia, ordinandone 60 (più altri 30 in opzione). Successivamente, per ragioni economiche e politiche, ma anche per le lungaggini e le incertezze del processo di integrazione di armi e sensori sul Typhoon, quest'ordine è stato cancellato. L'Austria ha ordinato 18 Typhoon nel 2003, l'Arabia Saudita, alla fine del 2005, ha ordinato 72 esemplari del velivolo e interesse è stato manifestato anche da molte altre nazioni, come la Corea del Sud, la Norvegia, la Repubblica Ceca, l'Australia, l'Olanda, la Polonia e Singapore, anche se in quasi tutti questi mercati hanno finito per imporsi altri velivoli.

Capacità di combattimento

Il Typhoon ha un'agilità eccezionale: la sua instabilità è pari a quella del dimostratore iper-manovrabile Grumman X-29, ed è gestita da un sistema di controllo digitale a quattro canali.
La maneggevolezza, in termini di ITR e STR (rispettivamente il rateo di virata massima istantaneo e sostenuto) è uguale o migliore a quella dell'F-22 a velocità subsonica, ed è inferiore a quest'ultimo solo in velocità supersonica.
Il velivolo ha dimostrato di essere in grado di volare ad angoli di attacchi (AOA) superiori ai 35 gradi e di “tirare” fino a 9g, nonché di avere una certa capacità di volo in supercrociera ad alta quota.
Purtroppo queste prestazioni sono parzialmente degradate dalla necessità di trasportare esternamente i missili aria-aria e gli altri carichi bellici.
La suite avionica è eccellente, il radar multimodale ECR-90 ha dimostrato ottime qualità ed è in grado di vedere un caccia a oltre 160 km e di inseguire fino a 20 bersagli contemporaneamente, con una elevata resistenza alle contromisure elettroniche (il sistema dispone di un canale dedicato a ricevere, riconoscere ed escludere le sorgenti ECM) e capacità NCTR (identificazione di un bersaglio non cooperativo); il sistema PIRATE ha la capacità di vedere e inseguire fino a 200 bersagli a distanze che possono arrivare anche a 150 km (anche se quelle tipiche operative sono intorno ai 70 km) ed è abbinato con un casco HMS; il sistema di protezione elettronica DASS comprende ricevitori ESM ed RWR, emettitori di ECM, lanciatori di chaff e flares e decoy spendibili che possono essere filati dalle wingtip fino a 100 metri dietro l'aereo. 
Anche il sistema d'arma è particolarmente sofisticato. I primi esemplari sono giunti senza cannone e senza capacità aria-aria, ma nel corso della produzione i caccia hanno integrato il cannone ed una capacità preliminare di utilizzare missili aria-aria classe AMRAAM, Sidewinder e ASRAAM. Nel tempo è prevista l'integrazione di piene capacità di armamento, ed in particolare dei missili aria-aria Meteor e Iris-T, nonché di svariati tipi di armi aria-terra, come i missili Storm Shadow, gli antiradar ALARM, bombe a guida laser con relativo pod di illuminazione, missili antinave Penguin e Harpoon, missili anticarro Brimstone e bombe a guida GPS.
Il cannone interno è il collaudato Mauser BK27, potente e affidabile (di cui la RAF, per un certo periodo, aveva deciso di fare a meno per conseguire risparmi irrisori, per poi ritornare sulla propria decisione).
Ovviamente il Typhoon è così giovane da non aver avuto ancora possibilità di impiego in operazioni belliche reali, ed è prematuro dare un giudizio sul velivolo.

Il caccia, può essere considerato l'ultimo grido della tecnologia aeronautica pre-Stealth, ed ha già dimostrato di avere qualità eccellenti, che purtroppo non possono essere pienamente sfruttate a causa dei tempi lunghi con i quali si sta procedendo all'integrazione di armi e sensori. Il rischio reale è che quando il caccia sarà pienamente operativo in tutte le sue capacità possa rivelarsi già irrimediabilmente vecchio.

Dati tecnici


(Riferito a Eurofighter EF-2000A Typhoon)

Costruttore
Consorzio internazionale Eurofighter

Funzione primaria
Caccia da superiorità aerea

Equipaggio
Uno

Dimensioni
Lunghezza : 15,96 m

Apertura alare : 10,95 m

Altezza : 5,28 m

Superficie alare : 50 mq

Pesi
A vuoto : 11.000 kg

Massimo al decollo : 23.500 kg

Propulsione
2 turbofan Eurojet EJ200, ciascuno da 6.100 kg/s di spinta a secco e 9.500 kg/s con postbruciatore.

Carburante interno : oltre 4.000 kg (dato ufficiale) o circa 5.700 litri (dato ufficioso)

Rifornimento in volo : si, con sonda retrattile.

Prestazioni
Velocità max in quota : oltre Mach 2

Velocità max sul livello del mare : Mach 1,2

Supercrociera : circa Mach 1,1 ad alta quota

Quota operativa massima : oltre 18.000 m

Velocità di salita iniziale : 255 m/s (salita a 11.000 m in circa 150 sec)

G limit : +9 / -3 G

Rateo di virata massima istantaneo (ITR) : circa 30 gradi/sec

Rateo di virata massima sostenuto (STR) : circa 20 gradi/sec

Autonomia max : 3.700 km di trasferimento con serbatoi esterni

Raggio d'azione a/a : 1.400 km

Raggio d'azione a/s : 600 km km in penetrazione Lo-Lo-Lo.


Avionica

  • Radar multifunzione Euroradar ECR-90 Captor
  • Sistema di protezione ESM/ECM DASS (con chaff, flares, RWR, ECM e decoy filabili)
  • Sistema FLIR PIRATE
  • Casco HMS
  • Sistema di navigazione integrato LN-93EF Laser INS + GPS + TERPROM
  • Sistema data link MIDS
  • Sistema di comando vocale
  • Pod di ricognizione (opzionale, per i velivoli RAF)

Armamento
Cannone interno Mauser BK27 da 27 mm con 150 colpi.

Oltre 6.500 kg di carico esterno massimo, distribuiti fra:
1 punto d'aggancio centrale di fusoliera, bagnato;
4 punti d'aggancio semiannegati in fusoliera (utilizzati solitamente per missili classe AMRAAM);
8 punti d'aggancio subalari, di cui due bagnati.

L'armamento tipico aria-aria prevede 4 missili classe AMRAAM, 2 missili ASRAAM o IRIS-T o Sidewinder e due-tre serbatoi esterni.

Nelle missioni aria-suolo, l'aereo può tranquillamente conservare la completa dotazione aria-aria sopra descritta, compresi i tre serbatoi, ed avere a disposizione ancora 4 piloni subalari liberi, di cui due per carichi pesanti.
Ciò consente di armare il velivolo con un coppia di missili Storm Shadow oppure una coppia di LGB (Laser Guided Bomb),  più una coppia di missili antiradar ALARM.
Per l'impiego delle LGB, uno degli AMRAAM può essere sostituito da un pod di illuminazione laser.
E' prevista poi l'integrazione di svariati tipi di armamenti, come missili aria-aria Meteor a lungo raggio, bombe a guida GPS, missili anticarro, missili antinave ecc...

Versioni

DA1-DA7
Sette prototipi (il DA4 ed il DA6 sono biposto).

EF-2000A
Versione monoposto di serie.

EF-2000B
Versione biposto da conversione operativa.

Typhoon F.2
Designazione RAF del monoposto.

Typhoon T.2
Designazione RAF del biposto.

F.2A / T.2A
Designazione RAF per gli esemplari della Tranche 2.

C.16
Designazione spagnola del monoposto.

CE.16
Designazione spagnola del biposto.


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Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Novembre 2010 20:07
 
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