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La Siria e le logiche interventiste |
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Scritto da Federico Pavan
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Sabato 09 Luglio 2011 14:47 |
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Uno degli ultimi regimi teocratico-militari del Vicino Oriente è ancora in piedi, nonostante le settimane di rivolta, il blocco dell'economia e delle attività produttive, la condanna unanime internazionale e lestragi di stato. Il "paese canaglia" in questione è il solito noto, la Siria di Assad, la versione ridotta e ridicola dell'Iran odierno, che perpetua stragi di civili innocenti sotto gli occhi e l'indifferenza decisionale delle potenze occidentali, pronte a muoversi maldestramente contro Gheddafi ma incapaci di operare contro un altro pazzo arabo-musulmano. " [...]
Il problema vero è che le diplomazie occidentali non sembrano avere i necessari strumenti di conoscenza per poter prendere una posizione netta ed influire in qualche modo sugli eventi siriani.
Nessuno sa a cosa porterebbe un’eventuale fine del regime alawita degli Assad. Certamente la maggioranza sunnita prenderebbe il potere. E chi prevarrebbe? I Fratelli musulmani, come sempre ben organizzati? Un regime democratico su modello turco? Altri gruppi estremisti? E che atteggiamento avrebbe l’eventuale nuova Siria nei confronti del Libano, di Israele, del conflitto mediorientale? Come si distanzierebbe dall’Iran? [...]".
Leggi l'articolo http://www.mosaico-cem.it/articoli/perche-nessuno-alza-un-dito-se-la-siria-e-in-fiamme
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Ultimo aggiornamento Domenica 10 Luglio 2011 10:40 |