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Scritto da Federico Pavan
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Lunedì 11 Ottobre 2010 11:26 |
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"Estratto da 'LaRepubblica' on line: "La zona del Gulistan, Tripoli box nel gergo dei soldati, è un'area cuscinetto, [...] qui passano i miliziani in arrivo dall'Helmand e da Kandahar, qui italiani e americani stanno allestendo una base avanzata per fare argine e impedire l'accesso al vivo della zona Ovest. E la valle del Gulistan è quella che i militari chiamano senza mezzi termini killing zone, una "zona di mattanza": un percorso obbligato che si restringe gradualmente come un imbuto, portando in trappola chiunque cerchi di andare verso nord".
E' innegabile come la situazione in Afghanistan da missione di pace sulla carta sia divenuta una missione di guerra. Oggi alcuni uomini politici 'miopi' chiedono il ritiro del nostro contingente, ovvero chiedono al Governo di fare il gioco di chi ha barbaramente trucidato i 4 alpini della Julia. Io dico semplicemente di rendere onore a tutti i nostri caduti restando il più possibile in terra afgana per completare la missione che abbiamo iniziato, per la pace, per gli afgani, per rispetto del Patto Atlantico, per onore. Chi parla di ritiro prematuro è senza onore e senza palle, fazioni politiche del nostro essere italiani e provinciali. Le stesse fazioni che corrono il rischio di governare un domani il 'Bel Paese', magari chiedendo poi il ritiro dei nostri poliziotti dalla Sicilia o dei nostri carabinieri dall'Aspromonte. Se guardo le immagini dei nostri Eroi in Afghanistan rifletto pensando a 'quale onore sia essere italiano'; se poi invece osservo ed ascolto le oscenità che escono dalla bocca degli "uomini" politici di sinistra penso tra me e me: 'mi vergogno di essere italiano'.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Novembre 2010 19:54 |