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Libera opinione? PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Pavan   
Lunedì 12 Aprile 2010 08:12

 

Solo nel nostro paese e, forse, in qualche altra nazione di peones sudamericana o di talebani mediorientali si può trovare una giustizia malavitosa e mediocre come quella italiana. E' notizia di pochi giorni fa che il PM Fabrizio De Angelis ha assolto per le accuse di vilipendio e di diffamazione i soliti anarchici, che si sono distinti per la loro ignoranza, maleducazione, violenza e meschinità, quando a settembre hanno pesantemente disturbato la pacifica e onorevole manifestazione dei Nostri Beneamati Alpini.

Per il PM non si tratta di reato ma di libera opinione!  Il vilipendio agli alpini, osserva il sostituto procuratore De Angelis nella sua richiesta di archiviazione, si potrebbe ravvisare nelle espressioni «certamente forti e d’effetto mediatico» pronunciate dagli anarchici nel corso della contromanifestazione («Alpini assassini, guerrafondai” eccetera, ribadite da analoghe scritte tracciate con lo spray rosso la notte precedente sui muri del centro), ma bisogna considerare che il corrispondente articolo 290 del codice penale - il delitto di vilipendio politico - è un residuo del Codice Rocco, partorito in epoca fascista. E’ un reato di opinione che contrasta con l’articolo 21 della Costituzione, il quale garantisce ad ogni cittadino la libertà d’opinione e di manifestazione del pensiero. D’altronde, argomenta ancora De Angelis, le attività di peace-keeping delle forze armate italiane sono condivise non solo dal nostro governo, ma da quasi tutte le forze parlamentari del mondo e si svolgono sotto l’egida dell’Onu.  Ipotizzare che le «espressioni forti» degli anarchici rappresentino una diffamazione per operazioni militari basate su una «unanimità di consensi» pare azzardato, secondo il sostituto procuratore, che non ritiene intaccato da una manifestazione di dissenso. De Angelis chiede dunque l’archiviazione sia per le accuse di vilipendio che per la diffamazione. Per gli indagati, persisterebbero solo la manifestazione non autorizzata e i danneggiamenti. Di opinione opposta la sezione Ana di Trento, che conta 25 mila iscritti e a cui fanno capo i 269 gruppi Ana sparsi nella provincia, tra cui il “Fabio Filzi” di Rovereto, che proprio il 13 settembre 2009 celebrava il proprio 80º anniversario dalla fondazione. Secondo il legale trentino Michele Busetti - tra l’altro vicepresidente vicario della sezione Ana -, fermo restando il pieno diritto di chiunque a dimostrare in pubblico il proprio dissenso politico, il diritto di critica supera il suo limite giuridico quando «la critica trascenda nel gratuito oltraggio». Nel caso di specie, si tratterebbe di «condotta vilipendiosa», dunque punibile, come del resto la diffamazione. Se dovessimo allora dare retta all'opinione di questo PM, insultare la Legge, la Costituzione, la Bandiera o il Predidente della Repubblica o del Consiglio non dovrebbe costituire un reato in quanto libera opinione, diversa ad esempio da chi legittimamente governa. Ma allora anche insultare ad esempio la Croce Rossa non costituisce ne diffamazione ne vilipendio ma libera opinione, così come la Chiesa e le altre religioni, le varie etnie, i diversamente abili, le associazioni di qualsivoglia natura, l'importante è non condividerne l'espressione. Caro PM, il prossimo passo quale sarà? La leggittimazione della violenza negli stadi e/o nelle carceri? Oppure la passiva accettazione dei furti, degli stupri e delle infibulazioni? Che bella l'Italia, un paese dove spaccare tutto, vivere di espedienti e sulle spalle degli altri, occupare abusivamente le proprietà dello Stato e potersi permettere di sputare sulla storia e sull'onore si chiama libera opinione, la stessa libertà deviata per cui il Corpo degli Alpini ha offerto il proprio sangue per ottenerla e per difenderla! Vergogna!

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Aprile 2010 10:18
 
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