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Negli ultimi giorni abbiamo avuto una serie di allarmi attentato, perlopiù legati ai voli commerciali (anche se le forme più tradizionali di pacchi bomba non vengono meno…) e ci si interroga se sia corretto introdurre nuovi sistemi di controllo, come i body scanner. Conviene barattare più sicurezza con meno privacy?
Per comprendere meglio il problema bisogna analizzarlo in maniera statistica. Secondo una legge di questo ramo della matematica, se un risultato ha una possibilità su mille di avvenire, dopo mille eventi è altamente probabile che quel risultato si presenti. Tradotto in italiano: se un terrorista ha una possibilità su mille di passare un controllo, quando si presentano mille terroristi è molto probabile che uno riesca a passare.
Proviamo adesso a trasportare questa legge statistica nel mondo reale. Ogni anno decine di milioni di persone viaggiano usando i normali voli commerciali, e il numero tutto sommato basso di attentati sembra garantire che la sicurezza sia a prova di bomba. In realtà questo successo è dovuto al fatto che i controlli sono un deterrente per il 99,99% dei male intenzionati e quindi i semplici psicopatici nella maggior parte dei casi desistono. Questo fa sì che le forze di sicurezza negli aeroporti debbano affrontare in realtà solo quelli che rimangono, cioè quei terroristi che hanno già deciso che non gli interessa sopravvivere.
Detto ciò, come si fa ad abbassare la percentuale di insuccessi dei controlli? Ancora una volta, la statistica ci viene in aiuto: con i controlli incrociati. Senza annoiarvi a morte con la matematica, se ci sono due controlli di fila, ognuno con una possibilità di farla franca di 1/1.000 (uno su mille), la possibilità di farla franca in entrambi è 1/1.000 X 1/1.000 = 1/1.000.000 (una su un milione).
Proviamo di nuovo a trasportare di nuovo questa legge statistica nel mondo reale: se gli addetti agli imbarchi negli aeroporti avessero una lista di soggetti potenzialmente pericolosi, aggiornata frequentemente da tutti gli enti che si occupano di sicurezza, potrebbero fare dei controlli di sicurezza mirati, ed il fallito attentato di natale non si sarebbe verificato. In realtà queste liste esistono, anche se vengono poco pubblicizzate per evitare proteste di chi teme un invasione della propria privacy.
I sistemi più sofisticati (come i body scanner) sono certamente utili a tenere i controlli fisici aggiornati con le nuove invenzioni dei terroristi, ma i veri successi si ottengono quando l’intelligence funziona, e sicuramente tanti di questi successi non li conosciamo perché sono coperti dal segreto.
Rimane il problema della privacy, e qui il discorso esce dall’ambito tecnico per entrare nella politica, nell’ideologia, ecc… dove non esiste una sola conclusione corretta ma almeno una a persona. Il mio punto di vista strettamente personale è che la privacy è sicuramente un bene importante in democrazia ma meno prioritario rispetto al diritto alla vita ed all’ integrità fisica, e pertanto sono disposto ad accettare che qualcuno mi guardi ai raggi x (avendo una protesi ben imboscata ogni volta sarà una rottura di scatole, ma tant’è…) se questo servirà a tenere a terra un terrorista che vorrebbe far saltare l’aereo dove sto viaggiando, magari con la mia ragazza e/o i miei amici. |