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 La "Linea Maginot" è il sistema di fortificazioni più perfezionato che la Francia abbia mai realizzato. Dopo la guerra del 1914-1918, la modifica del tracciato dei confini impone di ripensare completamente la difesa del territorio nazionale.
L'alto Comando francese è convinto che la prossima guerra, contro l'Italia o la Germania, sarà una "guerra lampo", eventualmente scatenata senza un ultimatum preventivo. Allo scopo di proteggersi e di darsi il tempo per mobilitarsi, la Francia, nel 1928, concepisce quindi un sistema di fortificazioni che è incontestabilmente uno dei capolavori dell'arte militare: la « Linea Maginot », una linea di fortificazioni in cemento, bunker, ostacoli anti-carro, di mitragliatrici e difensivi in generale. Tutto sotterraneo. Essa consiste in un sistema di gallerie, ascensori, impianti di ventilazione e strade ferrate che consentono la comunicazione fra i quartieri per gli alloggi, gli ospedali, le mense, i depositi di armi e munizioni, i magazzini per i viveri e per l'acqua. Il tutto in un sistema pluripiano che inoltre comprende centrali per l'energia elettrica, per le comunicazioni telefoniche e telegrafiche, le apparecchiature per il controllo della pressione atmosferica in caso di attacco con gas venefici. In superficie si notano solo delle casematte dotate di sistemi di artiglieria.
La linea si estende lungo il confine territoriale con la Germania e l’Italia fino al Belgio escluso che si dichiara neutrale nel 1936.
Tristemente nota a livello mondiale, è oggi uno dei siti che più richiamano alla mente dei veterani, i vecchi soldati, gli anni bui e maggiormente rappresentativa della bellicosità degli uomini, dell’ingegno, della strategia e del fallimento.
Dieci anni circa di lavori, ultimati nel 1940. Seconda per dimensioni solo alla Grande Muraglia cinese. La linea deve il suo nome ad André Maginot, ex combattente, Ministro per Affari dei Veterani e Ministero della Guerra (1928-1932) il quale riesce ad ottenere i fondi necessari alla costruzione della Linea per il suo utilizzo nel secondo conflitto mondiale.
Il costo totale è stimato in cinque miliardi di franchi dell’epoca. Prevede oltre un centinaio di forti di importanza primaria, altri minori, più di cento chilometri di gallerie che possono alloggiare fino a due milioni di soldati. In breve, un mondo dentro - o meglio sotto - il mondo stesso. La costruzione della stessa richiede una forza lavoro enorme ed ingenti risorse finanziarie. Una volta completata, la linea di difesa si snoda per circa 400km lungo la frontiera franco-tedesca, a proteggere importanti regioni industriali e minerarie. Il risultato finale fu una città sotteranea in cemento e acciaio.
Inutile dire che lo scopo di una simile opera è la difesa dei confini francesi e, sebbene in parte, ottemperi all’obiettivo, viene poi aggirata dal nemico tedesco. Infatti questo progetto rispondeva a idee militari basate ancora sulla Grande Guerra, senza tenere minimamente conto dei più recenti sviluppi della tecnologia bellica, in cui, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, divenne determinante l'estrema mobilità dei reparti meccanizzati, mentre le fortificazioni francesi si prestavano ad una guerra di trincea. Già nel 1934 il giovane ufficiale francese Charles de Gaulle la definì un colossale errore, in quanto intuì la necessità di creare un esercito composto di unità blindate mobili appoggiate dall'aviazione. Il genelare francese Fuller la definì "la pietra tombale della Francia":
Il progetto della Linea, infatti, non resta segreto e i tedeschi, nel 1940, ne tengono conto per l’elaborazione del loro piano di invasione, attuato attraversando il Belgio e i Paesi Bassi evitando il confronto diretto con la Linea e attaccando la Francia nel mese di maggio. E la Francia subisce un grave colpo dalle armate di Hitler. E’ il fallimento della Linea Maginot. L'opinione pubblica francese si era illusa che la linea Maginot costituisse un baluardo di assoluta sicurezza; lo Stato Maggiore francese, ancora alla vigilia dell'invasione tedesca, confidava nella superiorità numerica del proprio esercito e nella qualità della propria artiglieria. Nelle sue istruzioni ai comandanti, il generale Hutzinger, capo della II armate transalpina nel settore di sedan, confermò la priorità di rendere inviolabile la linea stessa e di impedirne l'aggiramento, concentrando gran parte degli effettivi dell'esercito dietro la linea di difesa, privando così di forze preziose i settori più critici, e spianando la strada all'avanzata tedesca. I tedeschi dettero un colpo mortale alle illusioni francesi aggirando la linea Maginot presso sedan e aprendo la strada alle proprie divisioni verso Parigi. Correva l'anno 1940, a fine giugno, ad armistizio già firmato, la linea Maginot era ancora paradossalmente intatta.
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