I dan PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Pavan   
Domenica 20 Settembre 2009 16:00

cintura neraErroneamente a quanto si crede, il termine giapponese dan significa "livello", "grado" e viene utilizzato anche nelle arti marziali per evidenziare i diversi livelli di abilità o d'esperienza.

In effetti altre pratiche tradizionali giapponesi comel'ikebana, il gioco del go e la cerimonia del the usano abitualmente questo termine.

Ma come si ottengono i "dan" nelle arti marziali tradizionali?

I livelli possibili sono tradizionalmente in ordine crescente di abilità dal primo al decimo. Il primo dan corrisponde al momento in cui il candidato all'apprendistato finisce il suo periodo di prova e viene considerato come degno di ricevere il vero insegnamento. Parlando in senso stretto, il primo dan è il grado di debuttante, mentre il decimo dan è in generale riservato al fondatore dell'arte marziale, e non può essere conferito se non da lui stesso. Questa situazione ha portato alla scomparsa di questo grado da alcune arti marziali.

I primi dan possono essere generalmente ottenuti conquistando una sufficiente quantità di punti nelle competizioni ufficiali oppure sostenendo degli esami. I gradi più elevati richiedono anni ed anni di esperienza e tramite l'insegnamento o la ricerca occorre fornire un importante contributo nella disciplina delle arti marziali. I gradi più elevati non possono essere conferiti che dal titolare di un grado superiore rappresentante una istituzione centrale.

Prima di raggiungere il 1° grado dan occorre aver conseguito il livello kyū o mudansha (detto kup nel Tae kwon Do) più alto (il primo, perché in questo caso le cinture "colorate" partono dal nono kyū o cintura bianca sino al primo kyū o cintura marrone o rossa, a seconda dello stile marziale praticato). Nella maggior parte delle arti marziali, chi detiene il grado dan (yūdansha e kodansha) è evidenziato dall'indossare una cintura (obi) nera.

In ogni caso i dan sono un'invenzione piuttosto recente relativamente alla lunga storia delle arti marziali tradizionali, le quali, in origine, prevedevano solo i gradi di allievo e di Maestro, al limite con qualche figura intermedia, diciamo dei livelli riconosciuti agli allievi più anziani ed esperti. Il primo ad utilizzare il sistema delle cinture fu Jigoro Kano (inventore dello Judo nel 1883). Egli infatti ebbe la necessità di distinguere i suoi due allievi più anziani, Saito e Tomita dagli altri praticanti. L'ufficialità arrivò però solo nel 1926 ad opera del fondatore del Karate, il Maestro Funakoshi. Originariamente il mudansha era rappresentato dalla sola cintura bianca, simbolo della "non conoscenza, della purezza e della libertà della mente"; in seguito fu introdotta la suddivisione tra cintura bianca e cintura marrone, cui si aggiunse poi quella dei colori intermedi. Il livello yudansha giunge sino al quarto dan e corrisponde al livello della "libertà della forma" (ha), il livello del guerriero. Il praticante può divenire un esperto di quella stessa tecnica utilizzata ai livelli kyu ma compresa nel suo significato reale. I gradi kodansha sono propri del vero maestro di budo: solo essi permettono di condurre un allievo al di là degli aspetti puramente formali della tecnica preparandolo alle conoscenze della Via (do). Kokoro è colui che raggiunge questa capacità tra il 5° e il 6° dan, ad una età minima di trent'anni perché tale stato presuppone oltre all'esperienza di budo anche quella di vita. Questi dan vengono chiamati anche renshi ed indicano la maturità spirituale di un uomo: sono perciò i gradi dei maestri autonomi. Generalmente fino al 5° dan è possibile ottenere il grado per mezzo di un esame dopo aver studiato un programma prestabilito, oltre al 5° dan i gradi vengono conferiti solo per meriti conseguiti nell'insegnamento, per comprovata dedizione all'arte e per la diffusione di quella arte marziale e dei suoi valori (anche se il modo in cui vengono rilasciati i più alti gradi dan può variare da federazione a federazione). Infine i gradi di maestria più elevati nel budo si chiamano irokokoro e sono espressioni della maturità, legati ai titoli khioshi (7° e 8° dan) e hanshi (9° e 10° dan). Qui però le regole sono molto varie e dipendono dallo stile e dalla disciplina, nonché da federazione a federazione. Ad esempio gli stili quali il jujitsu e il judo prevedono che la cintura nera dal 5° o dal 6° dan fino all'8° o 9° dan sia una cintura bianco-rossa, infine l'ultimo livello abbia una cintura rossa.

Invero solo di recente, con la "globalizzazione" delle arti marziali orientali, soprattutto cinesi, coreane e giapponesi, sono spuntati come funghi cinture, gradi e dan, nonché il kimono o judoji oggi tanto diffuso nelle palestre di tutto il mondo, divise assenti prima di fine ottocento, quando le arti marziali venivano praticate coi vestiti di tutti i giorni. I dan, come tutto il resto sono figli della commercializzazione delle arti marziali, nel senso che la fioritura di gradi e di livelli non ha fatto altro che popolare i moderni dojo e arrotondare lo stipendio a molti sensei. Il vero artista marziale non pensa ai dan, ai diplomi, ai livelli e/o alle federazioni, egli pensa a sudare, a combattere, ad allenarsi, ad imparare molti stili. E infine va ricordato che le differenze atletiche, anagrafiche e tecniche si vedono nella pratica, non nel numero di dan. In effetti le arti marziali moderne dedite allo scontro (MMA, valetudo, ...) fisico o insegnate alle forze armate (kravmaga, kapap,...) non prevedono altro se non le figure di allievo ed istruttore, con al limite qualche figura intermedia di ausilio e pochissimi gradi o livelli tra un istruttore e l'altro. Del resto la serietà non fa regali o sconti.


Visita il sito (FR)
http://www.worldlingo.com/ma/enwiki/fr/Black_belt_(martial_arts)

Consulta il forum (ENG)
http://www.martialdevelopment.com/blog/black-belt-envy/

Leggi su Wikipedia (ENG) :
http://en.wikipedia.org/wiki/Dan_(rank) ,
http://en.wikipedia.org/wiki/Go_ranks_and_ratings

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Febbraio 2011 16:50
 
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